La platea era preparata,
accuratamente ogni poltrona
era spolverata e spazzolato
il suo velluto rosso ben curato,
in un vasto atrio del mondo
tante sedie erano state allineate,
tutte di legno ma di nuova fattura,
lucido e levigato.
La platea di ogni teatro, stadio
e di ogni piazza era così preparata
in attesa lunga, paziente a volte
anche snervante, esagerata,
ma lo spettacolo che aveva a
impressionare tutti quanti,
non si svolgeva sopra il palco,
non c’erano sipari
e neanche copioni pronti da recitare,
lo spettacolo l’avrebbe fatto
la gente,
tutta quanta
al prossimo, si spera,
uscire fuori all’aria di una
primavera già adulta
da presagire estate,
il sole sarà l’unico faro di luce
a risaltare la gioia e
brillare le lacrime di pianto
che avranno a nascere
in un naturale esordio di felicità comune.
Sarà lo spettacolo che donerà la gente
a un mondo che rinascerà sicuramente
diverso e anzi migliore,
lo chiameranno “La commedia
dell’amore”.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web: by Jan Hajn