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Emergenza Covid-19: investire sul trattamento domiciliare precoce

Alessandria: La pandemia in corso determinata dal Covid-19, che si è largamente diffusa nel nostro Paese, ha pesantemente colpito molte Regioni italiane tra cui il Piemonte, dove la provincia di Alessandria è quella che conta il maggior numero di contagi.

Gli operatori sanitari nei vari ospedali del nostro territorio sono spesso costretti a turni massacranti sia per il crescente afflusso di pazienti, molti dei quali in gravi condizioni, sia per la carenza di personale. Risorse di personale già scarse in precedenza, ma drammaticamente impoverite dall’assenza di addetti per malattia o per isolamento fiduciario in quarantena per avvenuto contatto ravvicinato con pazienti Covid positivi.

Anche i medici di famiglia (MMG) vivono una situazione molto difficile, in particolare  nell’assistenza dei pazienti che sono a casa, in famiglia, e che non necessitano di ricovero in ambiente ospedaliero.

Fondamentale rimarcare la riconoscenza che tutti noi dobbiamo a queste persone, che rischiano quotidianamente la loro vita. Ad oggi molti medici purtroppo sono già deceduti, dopo aver lottato per salvare la vita di altri.

Ci auguriamo vivamente che la riconoscenza che viene ora mostrata con belle parole, con dediche sui media, con canzoni ed applausi in ogni luogo sia mantenuta e dimostrata nei fatti ad emergenza conclusa.

Troppo spesso, infatti, abbiamo ascoltato nel passato critiche, molto spesso infondate, nei confronti del personale sanitario e del SSN.  

La nostra amministrazione – come tante altre – ha messo in campo, nonostante le note difficoltà economiche dell’Ente, tutte le misure necessarie a contrastare il contagio e a fornire supporto alle fasce deboli della popolazione. Abbiamo fatto il possibile per agevolare il prezioso lavoro della nostra Azienda Ospedaliera e sono venuti segnali importanti anche dal mondo privato e produttivo della nostra comunità.

Forse tutto ciò non è ancora sufficiente per evitare il contagio o meglio ancora per limitare i danni che questo genera alla salute e alle strutture sanitarie. 

Quindi ora occorre trovare il coraggio di cambiare registro, e lavorare seriamente sul trattamento domiciliare precoce. Questo è il “sentiment” che aleggia anche tra molti addetti ai lavori e tra i cittadini.

I consiglieri comunali a tal proposito hanno redatto un ordine del giorno molto specifico.

In merito a questa emergenza epidemiologica senza precedenti sta emergendo la convinzione (sia dal confronto con coloro che operano “sul campo”, sia dalla più recente letteratura scientifica sull’argomento, sia ascoltando esperti del settore come  il  responsabile del reparto di malattie infettive dell’ASO AL,  dott. Guido Chichino), che il trattamento farmacologico precoce a domicilio, seguendo specifici protocolli ed uno stretto controllo medico, possa mitigare l’evoluzione della malattia in molti casi, evitando addirittura il ricovero ospedaliero.

Il trattamento precoce presenta indubbi vantaggi:

  • innanzitutto per il paziente che avrebbe un decorso più favorevole
  • per gli operatori sanitari che potrebbero lavorare meno “in affanno” con maggior disponibilità di posti letto
  • per il sistema sanitario per la significativa riduzione della spesa.

E’ stato recentemente proposto ed applicato nel distretto sanitario Acqui Terme ed Ovada il progetto COVID A CASA per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da infezione COVID 19 dimostrata o sospetta.

Ci auguriamo che questa o iniziative analoghe, tutte comunque aventi come denominatore comune il trattamento domiciliare precoce, vengano estese come principio anche agli altri tre distretti dell’ASL AL, e ad altri Territori della Regione. 

Infine, in una situazione drammatica come questa – e mi assumo tutte le responsabilità di tale affermazione – probabilmente andrebbero trovate da parte governativa delle soluzioni di alleggerimento o sgravamento del carico giuridico per coloro che operano nel settore sanitario, rendendoli in questa circostanza temporale, immuni da quelle azioni legali che sappiamo essere un notevole freno inibitore dall’assumersi responsabilità e decisioni terapeutiche oggi indispensabili.

Gianfranco Cuttica di Revigliasco

                                                                                                               Sindaco di Alessandria