federico donatoGuala Closures Group, leader mondiale nella produzione di chiusure per alimenti e bevande, ha donato decine di visiere protettive per medici e infermieri degli ospedali di Alessandria e della provincia. L’iniziativa è stata decisa per «sostenere concretamente l’apparato sanitario di Alessandria e tutto il suo personale che sta affrontando questa emergenza con coraggio. Abbiamo messo a disposizione la nostra tecnologia, la competenza dei nostri tecnici e la nostra conoscenza internazionale per poter offrire il nostro contributo come azienda a un territorio amico» ha commentato Federico Donato (foto), general manager per l’Italia di Guala Closures (il presidente e amministratore delegato è Marco Giovannini) presentando l’iniziativa.

È stata messa in campo una strategia condivisa fra gli stabilimenti di Alessandria e del Lussemburgo. I supporti in plastica, quelli che servono per calzare la protezione, sono stampati in 3D in Lussemburgo, mentre l’assemblaggio e il montaggio della visiera protettiva in policarbonato (sono utilizzati cinquecento fogli forniti dalla Fast Covering Systems di Alessandria, sede nella zona industriale D3, specializzata nella progettazione e costruzione di sistemi di protezione perimetrali per macchine e impianti industriali) sono effettuati nello stabilimento in zona D6. La produzione delle visiere protettive procede, sono già 260 quelle consegnate a fronte di una richiesta di circa novecento pezzi. Ma che non vanno unicamente in provincia di Alessandria. «Le stiamo consegnando – spiega Donato – anche in ospedali del Lussemburgo (75 unità) e della Francia dell’est (60), mentre in Italia le inviamo anche a Termoli dove il gruppo è presente con un altro stabilimento». Finora sono 60 le visiere consegnate all’ospedale di Alessandria (quelle attese sono novanta), mentre quindici sono quelle assegnate all’ospedale di Tortona e altrettante a Novi. Complessivamente saranno in tutto sessanta quelle destinate ai due ospedali dell’Asl Al. «Le visiere verranno anche realizzate per le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) dell’Asl Al, i cui medici raggiungono a domicilio i malati in isolamento, nonché gli operatori sanitari che effettuano i tamponi diagnostici per la rilevazione del covid19» precisa un comunicato di Guala Closures. «Non abbiamo alcuna intenzione di avviare una nuova produzione – dice ancora Federico Donato – perché questa è stata una scelta unicamente di aiuto nei confronti della comunità locale».

In queste settimane, l’attività produttiva nello stabilimento industriale della Guala Closures non si è mai fermata. Rallentata invece sì. «Stiamo applicando tutti i protocolli previsti per legge, dal controllo della temperatura corporea delle persone prima di entrare al lavoro alle misure di protezione, dal rispetto della distanza minima nelle zone di produzione, all’allungamento dei tempi fra un turno e l’altro per evitare che i lavoratori si incrocino, oltre ovviamente al lavoro da casa per tutte le strutture dove è possibile. Quella che è invece rimasta uguale è la produzione, anzi con alcuni incrementi per le chiusure del settore alimentare come, per esempio, l’olio. Guala Closures opera anche nel campo del settore medicale e sono nostre le chiusure dei contenitori di Amuchina. Per quanto riguarda la produzione per l’export – conclude Donato – i clienti che abbiamo in tutto il mondo, anche al di fuori del settore food, continuano a richiedere i nostri prodotti».

Il Gruppo Guala Closures conta oltre 4.700 dipendenti e opera in cinque continenti con trenta stabilimenti produttivi e una commercializzazione che arriva in oltre cento paesi. Le chiusure vendute all’anno sono circa venti miliardi e l’anno scorso il fatturato è stato pari a 607 milioni. La società è quotata al segmento Star di Borsa Italiana e dal settembre scorso all’interno dell’indice Ftse Italia Mid Cap.