Nel libro dei libri, oggi è invocato il grido che il popolo di Gerusalemme rese grazie al Messia alla sua umile entrata nella città, fu un giubilo di persone che con foglie di palme e ulivi, salutavano il Re dei Re, l’umile persona che parlava del bene e ne procurava, colui che a cavallo di un asino portava la sua fede, non uno scettro o oro. Osanna era il grido, che significa salvaci, Osanna è oggi il grido di tutti noi..

Empio sia il cielo dei tuoi prestigi
chiara sia l’alba dei tuoi colori,
il mare muova ancora i suoi flutti,
lascia cadere la neve sopra i monti,
empia sia l’anima del povero che soffre
e del ricco che lo viene ad aiutare,
gloria nell’umile che crede nell’amore,
e gioia immensa a chi ancora
crede nel cuore.
Osanna, Osanna
è grave il saluto e l’inneggiare,
come grave è il corpo che svanisce
in un continuo urlare,
apri il cielo più devotamente
non voltarti indietro adesso,
anche se non lo meritiamo,
l’hai creato te questo uomo
e questo uomo è debole
e fragile come un animale,
Osanna, Osanna
se ancora ci stai ad ascoltare,
perchè l’alba sorga ancora
dietro la collina,
la brina cada ancora la mattina
sopra foglie e prati,
il cielo sia azzurro in ogni dove
e la speranza germogli dentro
ogni cuore,
solo e sempre,
Osanna e non ci abbandonare.

Roberto Busembai (errebi)

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