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Caro Albert,

mi chiamo Ilaria sono italiana e ti scrivo dal futuro, per la precisione dal 2020.

Sicuramente ti chiederai il perché di questa lettera. Ebbene vorrei porre alla tua attenzione una questione di estrema importanza che tutto il mondo sta vivendo.

Il mondo è in lotta contro un nemico invisibile: un virus del tipo Corona, che hanno chiamato Covid-19. E’ partito dalla Cina, si dice, a causa del passaggio dai pipistrelli all’uomo. E’ un virus estremamente contagioso che inizialmente è stato sottovalutato e ritenuto poco più che un’ influenza per poi scoprire che invece è quanto di più vicino a una polmonite. Di Covid-19 si muore, se si hanno patologie pregresse, ma si guarisce anche. Si ammalano più o meno tutti, tranne i bambini che sembrano esserne immuni.

Tutto è cominciato a Gennaio con i primi contagi. La Cina ha preso misure drastiche quasi subito: lockdown e controlli serrati.

Da noi in Italia i primi contagi conclamati sembrano essersi manifestati a fine Febbraio, quando la prima chiusura totale ha riguardato l’attività scolastica di ogni ordine e grado. Le aree più colpite sono state la Lombardia, da dove si sono diffusi rapidamente i primi focolai, il Veneto, l’Emilia Romagna e infine il Piemonte, la regione in cui vivo.

Purtroppo e inevitabilmente il virus ha proseguito il suo viaggio, espandendosi ovviamente in tutto il resto dell’Italia e del mondo. Pensa che secondo una notizia di ieri, solo l’Antartide sembra essere rimasto isolato dal contagio.

A un mese dalla tragedia, la situazione italiana sembra migliorare lentamente ma costantemente. Anche se devo dirti la verità, noi esseri umani ci comportiamo davvero irresponsabilmente e tu lo sai molto bene! Infatti ancora troppe persone, nonostante le misure restrittive di contenimento che ci impediscono di muoverci liberamente, non sono state interiorizzate sufficientemente dai miei connazionali e questo ha sicuramente comportato un aumento dei contagi, anziché una regressione, così come era auspicabile.

Abbiamo degli eroi Albert, tanti! Sono i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, i soccorritori che lavorano ogni giorno strenuamente, con spirito di sacrificio e dedizione incondizionata per riuscire a contrastare il Covid-19. I turni sono massacranti e purtroppo anche il personale sanitario è sottoposto al rischio del contagio. Infatti tra le vittime di questi ultimi giorni, ci sono stati anche parecchi medici.

Come penso tu possa immaginare gli ospedali sono saturi, la sanità sta rischiando il tracollo perché i posti letto per le terapie intensive non sono sufficienti. E’ per questo che medici, professori e anche i politici al governo raccomandano di stare in casa. Perché si rischia di non poter ricevere le cure adeguate. Che sono anche difficili da somministrare perché un vaccino non esiste ancora e nemmeno dei farmaci ad hoc. Si sperimentano alcuni medicinali, come la colchicina e l’Avigan, che sembrano avere una certa efficacia nel combattere il virus.

In questo momento cruciale, in cui bisogna non abbassare la guardia e continuare a mantenere in modo rigoroso e responsabile i comportamenti di distanziamento sociale in tutte le sue forme, l’Italia sta ricevendo moltissimi aiuti sia in termini di materiale sanitario, sia di personale. Molti medici dalla Russia, da Cuba e dall’Albania sono arrivati per dare il loro contributo a fronteggiare questa emergenza sanitaria mondiale.

Albert, ho pensato di rivolgermi a te perché il tuo contributo alla scienza è stato uno dei più importanti nella storia a livello mondiale. Hai scoperto che l’atomo era divisibile e ne hai creato la formula, ti sei occupato di energia nucleare e nella Seconda Guerra Mondiale ti sei schierato, insieme ad altri eminenti scienziati, contro la bomba nucleare, perché conoscevi i rischi che poteva correre il mondo se avesse intrapreso la “via del nucleare” e che purtroppo sono diventati realtà.

Quindi sei stato uno scienziato responsabile e oggi mi sento di rivolgermi a te perché grazie alle tue capacità illuminate e alla tua saggezza sono certa che potresti dare una lettura molto profonda su ciò che sta accadendo e darci consigli preziosi su come affrontare questo periodo e anche un futuro un po’ più lontano, dove dovremo fare ancora i conti con le ripercussioni della pandemia.

Tu hai sempre sostenuto l’importanza, a livello di sopravvivenza ambientale e preservazione delle specie, in particolare quella umana, delle api. E’ questo il punto di connessione con l’attuale pandemia da Covid-19 che mi ha spinta a scriverti: la preservazione della specie umana.

Nello spiegare questo concetto hai voluto lasciare un messaggio fondamentale alle generazioni future, cercando di metterci in allerta su quali sarebbero state le conseguenze di un eventuale comportamento ambientale irresponsabile e scellerato della specie umana.

Sembra che, api a parte e non perché sia un problema meno rilevante, le tue previsioni si stiano rivelando corrette.

Studi recenti hanno dimostrato che i disboscamenti delle foreste mondiali, con le conseguenti distruzione dei vari habitat ed estinzione di sempre più numerose specie animali, hanno contribuito alla proliferazione di microrganismi dannosi, tra i quali in primis i virus. Questo accade, come ben ci hai insegnato tu, perché l’ambiente nel suo complesso, fatto di specie vegetali e animali, è il baluardo che preserva la vita intera.

L’essere umano ne ha combinata un’altra caro Albert. Ora la stiamo pagando cara questa sconsideratezza, questa superficialità, questa irresponsabilità, questo perenne delirio di onnipotenza che ci contraddistingue, in peggio ovviamente, dagli animali, che invece riescono a vivere in perfetta armonia con l’ambiente circostante e coi loro simili. Quando questo non avviene è solo perché il loro equilibrio è stato stravolto da qualcosa di esterno, o meglio da qualcuno. E questo qualcuno si chiama uomo.

Ogni evento anche negativo, non è solo tale in sé e per sé, ma ci dà la possibilità di imparare qualcosa, di imparare una lezione. E per quanto riguarda questo nemico invisibile penso che la lezione da apprendere sia molto grande! Credo che tu sia assolutamente d’accordo con me.

Potrei dilungarmi in riflessioni e considerazioni varie che ho fatto in questi giorni, ma una cosa è certa: dovremo ripensare al modo in cui abbiamo vissuto fino ad ora e metterci seriamente in gioco per riuscire a vivere davvero responsabilmente. Questo significa comprendere profondamente che ogni singola vita dell’ambiente in cui viviamo è collegata all’altra e per questo non possiamo più pensare e agire in termini egoistici, ma dobbiamo assolutamente agire pensando che l’azione di un singolo individuo avrà effetto su un altro e così via, come in un effetto domino. Di sicuro è una legge della vita a 360 gradi, ma l’uomo sembra ancora ignorarla.

Ti ringrazio per avermi ascoltata!

Con immensa stima

Ilaria