recessione-Resurrection-April-1-2018

Recessione di umanità, di Agostino Pietrasanta

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Alessandria: Non è facile coinvolgere gli amici credenti nell’augurio di una Pasqua Santa; eppure la Risurrezione per tutti i Cristiani costituisce l’evento centrale della loro fede e il mistero centrale della loro esperienza e della loro salvezza, ma anche della salvezza condivisa con l’umanità. Cristo è risorto! E anche molti non credenti o tanti amici che non ritengono di  condividere la nostra fede, vedono in Gesù di Nazaret il personaggio di una svolta epocale e rivoluzionaria e dunque anche loro potrebbero condividere un’attenzione particolare e decisiva per le solidarietà indispensabili alla vita dell’umanità.

Ne abbiamo bisogno; abbiamo bisogna di vivere un’esperienza comune di recupero di umanità. Inutile specificare il riferimento. Non ci aspettavamo una tragedia così devastante, non ci aspettavamo che tutto il mondo, soprattutto quello che da secoli si ritiene culla di sviluppo senza soluzione di continuità, dovesse fare i conti con la sua arroganza di potenza. Pensiamoci un momento: da secoli, almeno dalla Rivoluzione Industriale, il Nord del mondo stava crescendo, nonostante la cadute ricorrenti, i disastri dei totalitarismi e gli sfruttamenti di un capitalismo senza regole; da parecchi decenni il Nord del mondo stava vivendo un periodo inedito di benessere. Poi sono arrivate le crisi finanziarie e economiche ormai datate di oltre un decennio; ci era parso ordinaria esperienza la vita di coloro che erano, senza merito e senza demerito, nella parte fortunata del pianeta. E non abbiamo guardato al di fuori dei confini dell’opulenza, anzi quei confini abbiamo tentato di chiuderli ai popoli della fame. Non abbiamo guardato alle masse umane che fuggivano e fuggono dalle persecuzioni, dalle guerre e dalla fame; sapevamo, ma abbiamo tentato di gabbare per risolutive delle risposte inadeguate e persino offensive a cominciare dai respingimenti. Sapevamo dei Cristiani perseguitati per la loro fede e la loro opzione di vita, ma molti ne hanno fatto motivo di propaganda e di consenso elettorale e, proprio nel merito, il consenso non è mancato. Potremmo continuare, ma tanto basti.

Ora scopriamo con sgomento ciò che in fondo ha pure una sua logica: logica miserevole, sconvolgente, devastante. Scopriamo che non è assolutamente scontato che il benessere sia assicurato una volta per tutte, magari sulla pelle di coloro che non possono goderne esiti e benefici; e intanto, proprio in Italia una parte del raccolto agricolo sta deteriorandosi perché adesso le frontiere agli immigrati/lavoratori, restano chiuse non per l’ottusa determinazione dei benpensanti, ma per il disastro sanitario: gemesi straordinaria! Scopriamo quali siano e quali sono le priorità a cominciare dal sistema scolastico e quello sanitario spesso sacrificati per altre finalità ritenute più redditizie ai campioni delle transazioni finanziarie e ai capitani dell’economia globale. Scopriamo che delocalizzare per lucrare sui costi del lavoro può comportare prezzi insopportabili: altro che costo del lavoro!

E ora giustamente si pensa al futuro; si pensa a come rispondere con sistemi sanitari che ritenevamo se non perfetti certo ottimi, ma ora invece inadeguati, nonostante l’impegno eroico del personale medico e paramedico; e forse si scopre che non siamo “onnipotenti” oppure (speriamolo!) si prende atto di una fragilità comune al Nord e al Sud dei popoli. Si pensa a un indispensabile supplemento di umanità per evitare proprio su questo punto la più decisiva e devastante delle recessioni.

Quod Deus avertat; che Dio non lo permetta. Si tratta di una speranza: appunto, speranza indispensabile l’augurio di una Santa Pasqua!