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Nei giorni scanditi dall’emergenza l’aumento della domanda ha superato la pasta

Coronavirus, balzo record per consumi riso bisogna superare ostacoli alle esportazioni

Più 47% e con il via libero all’export in Cina si aprono nuove opportunità di mercato

Coldiretti. Alessandria: Riso alla riscossa sulle tavole degli italiani con i consumi delle famiglie che fanno registrare un balzo record del 47% nelle sei settimane segnate dall’emergenza coronavirus che ha anche frenato bruscamente il commercio mondiale del cereale più consumato nel pianeta. 

E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Iri dai quali si evidenzia peraltro che l’aumento della domanda del riso ha addirittura superato quello della pasta.

A confermare la centralità della produzione di riso Made in Italy è l’accelerazione che si è avuta, dopo i ritardi accumulati, nella firma del protocollo di intesa tra il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, rappresentato dall’ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari, e l’Amministrazione generale delle Dogane della Repubblica popolare cinese, che consente l’esportazione in Cina di riso da risotto. 

Una decisione che potrebbe significare una spinta alle esportazioni di riso italiano nel mondo che nel 2019 sono già risultate in aumento del 4% per un valore di quasi 550 milioni. 

“La provincia di Alessandria ha una produzione risicola pari a circa 2.500 ettari, concentrati nella zona del Casalese, un tassello che va ad inserirsi nei numeri importanti che fanno del Piemonte la prima regione in Europa per produzione: 8 milioni di quintali, 1900 aziende per un totale di 117 mila ettari – hanno affermato il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo -. Bisogna superare gli ostacoli tecnici alle esportazioni agroalimentari Made in Italy per riequilibrare i rapporti commerciali nell’agroalimentare. Con il via libero all’export di riso in Cina si aprono nuove opportunità di mercato, certo la stagnazione degli scambi commerciali riguarda molte produzioni agroalimentari a causa delle difficoltà nei trasporti tra Paesi, degli ostacoli e dei rallentamenti posti alle frontiere ma anche dalle misure di sicurezza applicate in molti Paesi come la chiusura forzata di bar e ristoranti che ha pesato su produzioni di pregio come il vino. Gli effetti della pandemia hanno fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dalla produzione agricola per l’alimentazione, l’ambiente e la salute dei cittadini”.

L’Italia è il principale produttore di riso in Europa con le coltivazioni che si estendono su un’area di 220mila ettari con 4mila aziende agricole italiane che raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all’anno pari a circa il 50% dell’intera produzione UE, con una gamma varietale unica e fra le migliori del mondo: oltre 200 varietà di riso iscritte al registro nazionale, ognuna con le proprie peculiarità, assicurando oltre il 50% della produzione di riso europeo.