L’apertura del Roseto di Roma è un evento emozionante e unico, come le rose che qui nascono, per vivere il tempo di una stagione e rinnovarsi, in altra forma, l’anno successivo.
Per una particolare coincidenza il giardino nasce nel luogo in cui, nel III a.C., sorgeva un tempio dedicato a Flora, la dea romana dei fiori e della primavera e che, molti secoli dopo (nella prima metà del 1.600), divenne luogo di sepoltura per gli ebrei.

La sua destinazione rimase tale sino al 1895, quando tutte le tombe vennero trasportate nella zona ebraica del cimitero del Verano.
Dell’antico cimitero ebraico rimane una piccola lastra in marmo, che ricorda quella dei 10 Comandamenti e una traccia nascosta, ma posta sotto gli occhi di tutti.
Chi passeggia per i vialetti del settore più grande del roseto, infatti, probabilmente non si accorgerà di camminare su un gigantesco Menorah (candelabro a sette braccia, simbolo dei sette giorni della creazione, della religione ebraica), il cui disegno è visibile solo dall’alto.

 Il Roseto di Roma  è composto da oltre 1.100 varietà di rose botaniche, provenienti da ogni parte del mondo. Tra fine aprile e inizio maggio, questo posto si trasforma in una splendida terrazza fiorita, con una spettacolare vista panoramica sul Circo Massimo e sul Palatino.

Il curatissimo roseto di Via di Valle Murcia è diviso in due sezioni e attraversato da piccoli viali, che si fanno largo tra una moltitudine di cespugli fioriti, di cui si può scoprire varietà e provenienza grazie agli appositi cartellini di riconoscimento.

L’idea di un roseto a Roma si deve a una determinata signora della Pennsylvania, la Contessa Mary Gailey Senni, residente a Roma e amante della botanica e che, nel 1924, donò  le sue piante al Comune. Non essendo, però, soddisfatta della loro collocazione, se ne riappropriò, in attesa di una sistemazione più adatta. Il suo progetto vide la luce solo otto anni dopo, quando nel 1932 venne inaugurato il Roseto Comunale sul colle Oppio.

L’anno successivo venne indetto il “Premio Roma”, il concorso internazionale di giardinaggio riservato alle più belle e nuove varietà di rose, ideato dalla stessa Gayley Senni e di cui fu per molti anni la curatrice, oltre che giurata, in rappresentanza dell’American Rose Society.

L’ingresso al giardino è gratuito e accessibile anche a persone con disabilità.

Sono, inoltre, ammessi cani di piccola taglia, obbligatoriamente al guinzaglio. (web)