Notte

Notte, di Giuseppe Pippo Guaragna

Notte

Entrammo nella notte a piedi nudi,

per non fare rumore,

risplendeva la luna,

illuminando il nostro camminare

nel tepore residuo della sabbia.

Noi andavamo,

felici e innamorati verso il mare,

lì dove l’onda muore

e la risacca è lieve,

ed il tinnio dei ciottoli alla riva

è come un vecchio canto di sirene.

Alzammo gli occhi,

tutto un fiorir di stelle su nel cielo,

come un prato celeste,

una visione arcana,

poi la magia ci prese per la mano,

disegnammo sentieri intorno ai soli.

Nel tuo sorriso

moriva lentamente ormai la notte,

l’alba sorgeva a Oriente

tinta di rosa e d’ambra,

e si faceva strada il giorno, e noi,

uscimmo dalla notte nell’aurora.

17 aprile 2020