Runge,_Philipp_Otto_-_Der_Morgen_-_1808

A cura di Manuela Moschin del blog e gruppo Facebook LibrArte www.librarte.eu

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Oggi la mia attenzione è rivolta nei confronti di un dipinto di Philipp Otto Runge (1777-1810) (Fig.4) che sebbene morì a soli 33 anni di tubercolosi fu uno dei maggiori esponenti del Romanticismo tedesco nei primi anni dell’Ottocento.  In questo periodo esisteva un particolare interesse per il romanzo fiabesco e il paesaggio. La filosofia ebbe un ruolo primario in questo, contribuendo ad accrescere il desiderio di avvicinarsi ai temi legati alla natura. Furono Jean Jacques Rousseau e Denis Diderot che evidenziarono una perdita del contatto dell’uomo con la natura ed è fondamentale considerare che il dipinto “Il mattino” di Runge del 1808 avrebbe dovuto proprio costituire un ciclo di dipinti relativi alle stagioni e alle diverse fasi del giorno, ma che in finale non terminò. Rimangono solo i disegni preparatori e le incisioni. Ammirando questo capolavoro si ha la sensazione di abbracciare la Madre Terra come origine della vita e fonte di ogni nutrimento. Pervade un senso di misticismo in un clima fiabesco e sognante nel quale l’artista ha magistralmente intrecciato la spiritualità cristiana assieme alla fantasia.

Secondo Runge il bagliore che emana rappresenta “la sconfinata luce dell’universo”.

Ma cosa si osserva nel dipinto?

Innanzitutto spicca un paesaggio idilliaco caratterizzato da un’atmosfera serena e armoniosa. Al centro emerge una figura leggiadra. Lei è nuda. I suoi gesti, la postura e le forme ricordano una Venere. In ogni caso è la luce che domina la scena allo scopo di esprimere l’armonia nell’universo. Un grande giglio alludente alla purezza e una serie di putti amplificano il significato dell’opera che sono chiaramente riconducibili a una simbologia prettamente divina. Alla base giace un neonato in compagnia di due amorini in adorazione. Ma cosa avrà voluto rappresentare Runge? Eros o Gesù bambino?

E la cornice? Una combinazione di figure dolci e raffinate che esprimono il particolare interesse del pittore nel ritrarre i bambini come possiamo notare nel dipinto intitolato “I bambini Hülsenbeck” della figura n. 2.

Runge è noto anche per aver elaborato una teoria artistica basata su uno studio dei colori.

A tal proposito scrisse un saggio dedicato a una classificazione delle varie tonalità cromatiche intitolato “La sfera dei colori” del 1810 (Fig.3).

Ora ti saluto con affetto sperando che la storia del dipinto ti sia piaciuta.

Manuela

RungeImagePhilipp_Otto_Runge_-_Selbstbildnis_mit_braunem_Kragen_(ca._1802)

Fig. 4 Philipp Otto Runge “Autoritratto” 1802-1803, olio su tela, cm. 37×37 Kunsthalle, Amburgo