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È ONLINE IL NUOVO SITO SUL PROGETTO DI ECCELLENZA “AGING PROJECT”

Il sito è un vero e proprio progetto di public engagement: divulgazione scientifica, approfondimenti e servizi al cittadino.

È online il nuovo sito sull’invecchiamento agingproject.uniupo.it, realizzato dal Dipartimento di Medicina Traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale, all’interno del progetto di eccellenza “AGING Project”. Il sito nasce con lo scopo di divulgare le attività di ricerca e formazione sull’aging e di promuovere la cultura della prevenzione e l’healthy aging, parlando direttamente ai cittadini e agli operatori sanitari.

Il sito, infatti, non è soltanto una vetrina delle attività di ricerca e formazione sull’aging, ma un vero e proprio progetto di public engagement. Il professor Fabrizio Faggiano, ordinario di Igiene, epidemiologo e coordinatore dell’“AGING Project”, ha spiegato: «L’invecchiamento della popolazione mondiale è un fenomeno recente e in crescita, con profonde implicazioni sul piano economico, sociale, culturale, medico e assistenziale. Ci troviamo all’interno di una transizione demografica senza precedenti e purtroppo l’aumento dell’aspettativa di vita non corrisponde ad un aumento di aspettativa di vita sana.  L’impatto dell’invecchiamento della popolazione coinvolge tutti: ricercatori, operatori sanitari e anche i singoli cittadini. Posticipare l’inizio della malattia cronica, prevenire le riacutizzazioni nei pazienti anziani con malattie croniche, preservare la qualità della vita e promuovere la salute lungo per tutto l’arco della vita sono obiettivi che possiamo raggiungere solo collaborando. Da qui l’importanza di non rimanere chiusi nei nostri laboratori e aule universitarie, ma di comunicare con tutti coloro che possono contribuire ad affrontare questa nuova sfida. Continueremo a organizzare incontri e giornate di prevenzione con la cittadinanza, e ora siamo dotati anche di questo nuovo strumento digitale, un hub dell’invecchiamento sano».

Cuore della divulgazione del sito è una sezione di approfondimento sull’invecchiamento, con aggiornamenti settimanali, attraverso articoli, interviste e arricchita da un glossario per comprenderne la terminologia. Gli articoli affrontano un ampio spettro di tematiche – perché invecchiamo, cosa significa invecchiare, la prevenzione, le malattie correlate all’invecchiamento, i percorsi di prevenzione e di cura – con un taglio interdisciplinare, non esclusivamente biomedico. 

Il sito, come spiega il professor Gianluca Aimaretti, direttore del Dipartimento di Medicina Traslazionale, si rivolge alle persone che possono trarre beneficio dall’informazione sulla salute ma anche agli operatori sanitari: «Tra le sezioni del sito abbiamo pensato alle Pillole di scienza, come contenuti dedicati agli operatori sanitari, in particolare ai medici di medicina generale, per essere sempre aggiornati sulle novità della letteratura scientifica sull’aging, con un format agile e di rapida lettura. Sappiamo quanto può essere difficile e dispendioso e in termini di tempo, selezionare, leggere e valutare tra l’incredibile numero di articoli scientifici pubblicati quotidianamente quelle utili per la pratica clinica quotidiana. Sui nostri temi di ricerca – perché invecchiamo, malattie correlate all’invecchiamento, Il peso dell’età e delle disabilità e percorsi di prevenzione e cura – abbiamo la possibilità di condividere il lavoro che svolgiamo, con i colleghi che non si occupano di ricerca».

Nel sito trovano sede informazioni relative alla neo-nata Biobanca UPO, che per far fronte all’emergenza COVID-19, da metà aprile è diventata operativa come una struttura pensata per raccogliere e conservare i campioni biologici relativi al Sars-CoV-2 provenienti dai presidi ospedalieri del Piemonte Orientale. 

La Biobanca UPO è una risposta dell’Università del Piemonte Orientale per andare incontro all’esigenza concreta di avere a disposizione campioni biologici raccolti secondo criteri stabiliti di qualità e accompagnati da dati clinici, necessari per avviare progetti di ricerca collaborativi anche a livello internazionale. I campioni biologici ed i dati raccolti depositati nella Biobanca UPO (ad oggi di 50 pazienti COVID positivi) saranno messi a disposizione dei ricercatori che li studieranno per comprendere come si sviluppa la malattia, per sviluppare strategie diagnostiche e terapeutiche efficaci e per identificare i fattori biologici che possono aiutarci a riconoscere precocemente coloro che potrebbero sviluppare la malattia in forma più grave.

Ampio spazio è dedicato agli eventi e alle attività di formazione, e ai progetti di ricerca in corso, come il “Novara Cohort Study”, che si propone di indagare i processi d’invecchiamento nella popolazione del territorio Novarese, individuando stili di vita sani e fattori di rischio.

Alla redazione collaborano docenti e ricercatori dell’Università, con il supporto dall’agenzia di comunicazione e giornalismo scientifico Zadig, per rendere le informazioni sull’invecchiamento alla portata di tutti e applicabili nella vita quotidiana da tutti. 

«Con le nostre attività nell’ambito del public engagement – ha aggiunto il professor Faggiano – miriamo a favorire la diffusione delle conoscenze acquisite e promuovere una cultura dell’healthy aging su basi scientifiche solide, a restituire alla società il valore prodotto dall’Università, in modo coerente con le esigenze e i bisogni reali e in sinergia con una rete di associazioni, istituzioni e attori locali, che condividono la nostra vision».