Se nascere non basta
e siamo nati per rinascere,
voglio conoscere la tristezza
per averne ricordi.
Voglio ricordare le mie cicatrici
guardandomi una riga sul braccio.
Voglio avere una storia
per portare con la memoria
l’impronta del passato.
Voglio disegnare le ombre
per comprendere la mezza via
fra la percezione e il pensiero.
Voglio custodire l’involucro scuro
che separa la bugia dal vero.
Voglio sapere di più della parola,
comprenderne la lingua
con cui è nata.
Voglio imparare a parlare
con le luci e con le ombre.
Voglio interrogare
le mie di ombre,
per capire il saluto del sole
prossimo a scomparire.
Vorrei rinascere
in un mondo semplificato,
accanto a un passero arenato
che mi profuma l’anima.
Vorrei essere della notte il nido
per credere che il cielo
è una valle elevata, narcotizzata
di alchimia.
Vorrei rinascere in compagnia
di un sorriso che è poesia
di tesori nascosti
fra vergini montagne.
Vorrei rinascere
dall’abisso profondo,
con gli occhi che imparano
nuovamente il mondo
di passeri impensati
sulla fronte di un fiore di loto
che guarisce il cuore rotto.
Voglio rivivere
con la resina dell’estate
donata dalla primavera.
Voglio rinascere dalla chimera
di non essere mai morta.

di Yuleisy Cruz Lezcano