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DemoS: “Regolarizzare migranti al lavoro, atto di giustizia sociale”

Braccianti agricoltura, ma anche tanti impiegati nei servizi alla persona. La regolarizzazione delle persone migranti impegnate nel mondo del lavoro in Italia ma non in regola, deve essere inserita nella fase di ripartenza della nostra società ed economia. È la proposta che giunge da DemoS-Democrazia Solidale,

“Come ha ricordato papa Francesco, è importante, che le loro situazioni escano dal sommerso e vengano regolarizzate, affinché siano riconosciuti ad ogni lavoratore diritti e doveri, sia contrastata l’illegalità e siano prevenute la piaga del caporalato e l’insorgere di conflitti tra persone disagiate. Oltre all’apporto e purtroppo allo sfruttamento in ambito agricolo, va sottolineato l’importantissimo contributo di questi lavoratori nelle famiglie: colf, badanti, baby sitter. Non possiamo avere cittadini e lavoratori di serie B soprattutto in tempo di pandemia: è una questione di giustizia e anche di sicurezza sanitaria” spiegano le coordinatrici regionale, Elena Apollonio, e provinciale, Paola Ferrari.

“È stato sottolineato di recente come la presenza di centinaia di migliaia di migranti irregolari e ‘invisibili’ possa essere un problema serio in questo frangente. Non sfugge a nessuno come chi è in condizione di irregolarità ritardi il contatto coi medici a meno di versare in condizioni veramente gravi. Peraltro è ipotizzabile che la presenza di lavoratori irregolari si concentri in misura maggiore nelle regioni con più attività economica del paese che sono anche le più colpite dalla pandemia. Una loro emersione rappresenterebbe, oltre che un atto di giustizia sociale e di contrasto al caporalato, un importante impegno di sanità pubblica: con la graduale riapertura delle attività economiche gli irregolari rischiano di essere un fattore di rischio nella nascita di nuovi focolai” aggiungono.

“Quanto all’importanza di chi è impegnato nel servizio alla persona, basti pensare al grave peso che hanno avuto in questi mesi i caregiver e all’importanza di chi col suo lavoro permette la permanenza a casa di tanti anziani: nel tempo della tragedia di tanti istituti per anziani, il ruolo di badanti e colf va valorizzato e regolarizzato. Motivi importanti e sufficienti per togliere il tema della regolarizzazione da un dibattito finto e ideologico e inserirlo nella fase 2 del nostro Paese” concludono Apollonio e Ferrari.