Ieri nella corona senza reame

Racconti: Ieri nella corona senza reame, di Maria Cristina Sabella

Ieri nella corona senza reame

Passeggiavo con  Christal, lungo l’argine del fiume, all’ombra dei maestosi alberi, che regalano profumi di fiori di acacia e bruscandoli che spuntano teneri dal terreno bagnato, delle piogge dei giorni scorsi e … continuavo a dirgli :

Amore, ti ricordi com’era bello passeggiare , soli soli io e te, su questo argine silenzioso, dove nemmeno il Piave mormorava, ma la primavera sbocciava ?

Oggi 3 Maggio, purtroppo … c’è una confusione assordante di gente imbecille.

Nulla scalfisce l’ignoranza, nemmeno un virus letale.

Genitori a spasso con i figli, senza maschere ne guanti, alla mercé di un orrore che può distruggere il polmone, in un polmone di verde, oggi intossicato come quello di accanito fumatore.

La Terra grida, ma nessuno l’ode, poi piange il figlio, la morte di suo padre, che cenere diventa, per tornare … solo, alla terra.

Che serve, piangere come vitello al macello, se non sai rispettare chi la vita ti sta a donare.

Non capisco, la foga, di dover per forza correre, e spargere nell’aria sudore, tra la gente, in uno spazio si lungo, ma ristretto nel petto .

Il sole accarezza, ma si spezza, tra le acque bagnate di lacrime, di chi a casa non era più tornato, eppure quella guerra non l’aveva certo lui voluta.

Una guerra è guerra a prescindere dall’arma con la quale si va ad uccidere e l’ignoranza uccide più di un fucile.

Non era ieri il giorno della Liberazione, ma seppur non lo era, l’uomo fa ciò che decide di fare, a prescindere dal male.

Uscire è un diritto, ma responsabile lo devi distinguere, non puoi, puntarmi un’arma per poi sentirti innocente.

(@Sabella Maria Cristina 4 Maggio 2020)

al tempo del Covid 19