È un po’ che non scrivo, ma ancora una volta è il tema della pandemia del Covid-19, che mi spinge a farlo. Soprattutto questo periodo di lockdown ha permesso a milioni di noi – non solo in Italia chiaramente – di riflettere su cosa ha significato e significherà ancora il Coronavirus.

Ed è ancora una volta vorrei parlare degli aspetti o “conseguenze” positive che questa situazione ha portato.

Si potrebbe passare per folli nel dire che si è contenti per questo periodo, non credete?

Infatti sarebbe bene specificare per cosa si è contenti. O forse bisognerebbe dire fortunati. Sì fortunati a non essere stati contagiati, a non essere stati positivi asintomatici, a non aver fatto nessuna quarantena familiare, a non aver avuto tra i contagiati o nella peggiore delle ipotesi deceduti, congiunti o amici stretti.

Ecco io sono felice perché mi ritengo particolarmente fortunata. Ho potuto vivere questa pandemia a casa, al sicuro, in un luogo gradevole, con tanto verde, pochissimo inquinamento, lavorare da casa sempre e uscire solo per fare la spesa, senza peraltro sentirmi imprigionata per voler fare di più. Anzi se avessi potuto, nel clou del contagio, avrei anche fatto a meno della spesa!

Come dicevo prima le riflessioni di milioni di persone, in un modo o nell’altro, privatamente o pubblicamente, sono state le protagoniste di queste ultime due settimane ante-fase 2 e forse lo saranno ancora per un po’.

Come ci ha cambiati il Coronavirus? Ma soprattutto ci ha davvero cambiati? E come esseri umani abbiamo imparato una lezione oppure torneremo allo stesso punto da cui siamo partiti e cioè saremo gli stessi di prima?

Questi sono i miei interrogativi quotidiani e credo lo siano per molti altri abitanti del Pianeta.

Ma veramente perché accada qualcosa di “buono” per il nostro Pianeta, un virus microscopico deve irrompere nella nostra quotidianità e costringerci alla sofferenza più brutale, alla paura, alla diffidenza, all’isolamento? Vorrei avere qualche dubbio e poter azzardare un no, ma non ci riesco. E sapete perché? Perché la risposta è sì e si basa sull’osservazione del comportamento di una parte di noi abitanti e ospiti, soprattutto ospiti, di questo Pianeta. E ci tengo a sottolinearlo, noi siamo ospiti della Terra e pensare di poterla maltrattare come abbiamo fatto fino a ora è “banalmente” e ovviamente sbagliato, perché si tratta di totale mancanza di saggezza e rispetto per la vita in tutte le sue forme. Compresa la nostra! Pensare di non avere a cuore la nostra stessa incolumità, come se fossimo onnipotenti e per nulla vulnerabili, ha quasi del grottesco, oltre ad essere notoriamente pericoloso. Sembra quasi che si scommetta se prima o poi riusciremo ad autodistruggerci!

Quello che ha colpito la maggior parte di noi umani è stato il comportamento degli animali, che mi piace definire i nostri preziosi coinquilini e che purtroppo non rispettiamo come dovremmo. Onestamente non ricordo da quando sono nata di aver visto caprioli correre tra i viali della mia città, Alessandria. E nemmeno cervi tra le vie di paesini di montagna, orsi bruni che si arrampicano dai balconi, folti gruppi di delfini avvicinarsi alle coste… e la lista è lunga, la conosciamo tutti ormai, perché queste mirabili immagini hanno spopolato in tv e sui social! E’ stata una gioia per tutti, una sorpresa che la natura ci ha fatto. Gli animali si sono sentiti liberi di avanzare negli spazi cittadini, che comunemente non sono il loro habitat!! Si sono concessi questo lusso in nostra assenza!

Indubbiamente non bisogna essere degli etologi per comprendere che gli animali hanno paura di noi e infatti sono usciti in libertà in spazi che d’abitudine non frequentano perché l’uomo era praticamente assente! Gli animali ci temono, soprattutto quelli selvatici, e ne hanno ben ragione se consideriamo le nostre azioni spesso crudeli nei loro confronti, quando decidiamo di mettere fine alla loro vita per motivazioni eufemisticamente egoistiche.

Riflettiamo. Gli animali vivono molto più in armonia tra loro e con la natura. Si rispettano molto più di noi esseri umani, pur nella loro condizione di predatori o prede. Stabiliscono confini e quando questi non vengono rispettati, ovviamente si difendono. Ma ricordiamoci che loro sono dotati dell’istinto, mentre noi dell’intelligenza, che è quella risorsa che dovrebbe consentirci di riflettere prima di agire, pensando alle conseguenze di ciò che facciamo. Eppure non sembra sia così. E a dimostrarlo sono, giusto per fare un esempio, i fatti di cronaca nera. Senza dilungarmi ulteriormente, mi viene semplicemente da dire che sembra sempre più evidente che gli animali si stiano umanizzando, manifestando una profonda sensibilità. Così come è sempre più evidente l’impoverimento spirituale dell’essere umano nei confronti dei suoi simili e non.

Non sappiamo esattamente cosa ci aspetta giusto? Diciamo però che siamo noi artefici del nostro destino, costruttori della realtà che poi viviamo. Quindi come tali possiamo costruire una realtà migliore di quella che stiamo vedendo e vivendo. Come fare per migliorarla? Sarebbe sufficiente che ognuno di noi facesse la sua parte, guardasse a se stesso prima che gli altri nelle proprie azioni, e si facesse portatore di comportamenti virtuosi in ogni ambito della propria vita. Così si creerebbe un effetto domino positivo non solo su ognuno di noi, ma come conseguenza anche su tutto l’ambiente circostante.

Sarebbe bello e anche più semplice di quanto uno possa pensare, se solo lo volessimo davvero! Infatti basta volerlo e metterlo in pratica!

Ne saremo capaci? Io voglio credere di sì, dal profondo della mia vita.

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