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Ti ricordi di me solo quando mi spengo, di Loredana Mariniello

Ti ricordi di me solo quando mi spengo,

nel momento in cui mi nascondo al mondo,

manco di resistenza nel grembo

e non sono più fuoco e si estingue ogni battito

in un muto brevissimo incendio

Ti ricordi di me quando solo silenzio ho sulla bocca

e adagiato nel letto dell’orecchio il tuo nome

è un rumore che non tocca.

Quando sono poco più che un bisbiglio,

quando in sala d’attesa il mio tempo attendo in subbuglio,

quando più non mi imbroglio e di cielo gli occhi non abbiglio,

quando come in mano ad un bimbo,

questa vita sull’orlo di un abisso non è che uno sbaglio,

un vuoto caldo e nudo, un singhiozzo che si blocca in gola,

quando non è più pandemia ogni mia parola,

solo allora tu vieni ed arrivi ad aprire il mio mare,

e scateni le onde vitali di aprile

e sei inizio e poi fine,

in rintocco di ore che non so più ravvivare,

l’eccesso di contagio in un amplesso di fiori

e mi vieni a cercare solo quando muori

e non cogli l’innocenza dei miei colori

anzi pensi sia astuzia questo mio domandare

e mi chiedi l’assenza ,mi comandi di andare,

ma andare dove ? Siamo tutti immobili, tutti in catene !

Non lo vedi che mi sciolgo come neve?

Se da me questo istante si perde,il canto poi ove riappare?

In un alito di voce continuo a inventare l’armonia dello stupore

e diventa più dolce in questo modo anche sparire

foto tumbir