“La differenza tra letteratura e giornalismo consiste nel fatto che il giornalismo è illeggibile e che la letteratura non viene letta.”
Oscar Wilde scriveva così.


Riflettevo sull’attuale condizione mediatica: cercavo di immaginare cosa avrebbe dichiarato oggi il suo genio, se avesse avuto modo di ascoltare anche i giornalisti della TV o del web, non dovendosi limitare a leggere soltanto la carta stampata, seppure patinata.


Riflettevo pure sul triste fenomeno secondo il quale c’è sempre meno gente che legge e – spesso – a causa del pensiero unico, dell’infodemia o dell’ignoranza, sono sempre più rari coloro che comprendono.


Certo è che, il fenomeno resta di una sconvolgente e quanto mai triste attualità ma è più dilagante che mai perché – se un tempo pochi leggevano e scrivevano – oggi chiunque si sente di sparare raffiche da odiatore in rete.
Bastano un telefonino e un meme qualsiasi per dare dello stolto a chi non si pronuncia, bastano specie a chi non ha una concezione profonda della cultura, né saprebbe addentrarsi in un qualche concetto apodittico.


Siamo sempre più stolti, superficiali e poverini.


@lementelettriche – di Paola Cingolani