Cari amici di Alessandria Today, con grande piacere vi segnalo oggi un bravissimo scrittore che ho avuto modo di conoscere durante una premiazione letteraria lo scorso anno. Sto parlando di Fabrizio Olivero!

Buongiorno Fabrizio, come sai la mia prima domanda per te è sempre la stessa: presentati ai nostri lettori, chi sei ? Sono Fabrizio Olivero, sono nato nel 1981 a Torino dove attualmente vivo e lavoro.

Quando, come e perché ti sei avvicinato alla scrittura? Io ho iniziato a scrivere poesie dai tempi delle scuole, la scrittura mi ha sempre appassionato, finché un giorno, nel 2013 ho deciso di raccogliere e arrangiare una serie di poesie e cominciare a pubblicare. Nel 2015 ho avuto la prima esperienza con un romanzo (“Prima che si schiudano le margherite”) che mi ha proiettato nel mondo della narrativa.

Personalmente ho avuto l’onore di leggere il tuo libro “Il filo di Arianna”(Genesi Editrice), un miniromanzo storico scritto tutto in versi, ambientato nel ’45 a Torino, che ho molto apprezzato. Dicci, perche hai scelto questa forma narrativa? Il filo di Arianna è stata una bella scommessa. Scrivere un romanzo storico in versi con ricorsi sportivi, musicali, industriali è stato appassionante soprattutto per la struttura scelta nel presentarlo. È stato molto apprezzato come lavoro, conta ad oggi 12 riconoscimenti nei vari concorsi letterari in cui ha partecipato.

Quali generi letterari prediligi quando scrivi? Dal 2017, anno in cui “Scacco alla nobiltà” (Genesi Editrice) ha ricevuto la dignità di stampa nel Premio “Voci dai Murazzi” di Torino, prediligo lo storico; Scacco infatti, è stato il primo mattone di una trilogia ambientata in Francia.

Quali sono i tuoi autori preferiti e perché? Ci sono tanti autori che apprezzo, ma se devo fare un nome ti dico Cesare Pavese: La luna e i falò, La casa in collina, hanno suscitato in me emozioni impareggiabili.

Quale libro avresti voluto scrivere tu? Dracula di Bram Stoker, senza minimo dubbio.

Se tu potessi scegliere di vivere per un giorno in un libro, quale libro sarebbe e tu quale personaggio interpreteresti? Beh, in realtà questa è una cosa che ho fatto! In tutti e tre i romanzi della trilogia c’è un personaggio che si chiama Olivier, non protagonista e voce narrante che non è nient’altro che la mia controfigura. Agisce con le mie idee e i miei modi di pensare…

Arriva il genio della lampada e puoi esaudire tre desideri. Quali sono?
Felicità
Salute
E … Magari un giorno diventare editore

Che pensi del panorama attuale dell’editoria piccola e media? Ci sono autori più o meno conosciuti che sono più talentuosi di altri che si trovano sotto il marchio delle grandi case editrici. Il piccolo e medio scrittore attraverso i concorsi letterari e le presentazioni, sostiene seppur indirettamente, la piccola editoria tramite questa forma di propaganda. Partecipando ai concorsi, l’autore se ritenuto valido ed interessante, si crea un pubblico tutto suo, in cui la gente che apprezza i suoi lavori, aspetterà quelli successivi e nel frattempo, punto importante, il passaparola.

Quali sono i tuoi progetti futuri? In autunno uscirà un racconto in versi come “Il filo di Arianna”, sulla tematica del bullismo, con frammenti di testi delle canzoni di Elisa. Rientrando nell’ambito storico invece, sto scrivendo un noir su Cavour. L’uscita dovrebbe essere a cavallo tra Natale 2021 e primavera 2022.

Che suggerimento daresti a un giovanissimo che volesse vivere di scrittura? Vivere di scrittura, oggi come oggi si riesce solo se hai un contratto con una casa editrice grande. La scrittura va sostenuta come passione e soprattutto come terapia. La forma migliore per crescere e divulgare i propri lavori.

Grazie infinite per questa intervista e per il tempo che ci hai dedicato, Fabrizio! Aspettiamo i tuoi prossimi lavori e ti auguriamo quei tre desideri e mille altri ancora! Buone scritture!

Anna Pasquini – Alessandria Today