Mossano

Il mio saluto dopo 40 anni. Ma ora non perdiamoci di vista, di Silvana Mossano

Carissimi che mi leggete,
a maggio del 1980 pubblicavo il mio primo articolo. L’avevo scritto su una Olivetti Lettera 32, infilando una cartella che teneva 30 righe da 60 battute. Giornalista per 40 anni. Questo mestiere è stato un amante esigente e io sono stata con lui appassionata, infaticabile e devota. Ho fatto anche degli errori, e me ne dispiace profondamente. 

Ma non l’ho mai tradito: non mi sono sottratta al rigore, alla lealtà e alla fatica immane che ha preteso. Mi ha ripagato molto, consentendomi di conoscere, da un balcone privilegiato, l’umanità autentica – spesso ferita, arrabbiata, impoverita, umile, sofferente – e questo mi ha reso immensamente ricca di esperienza e di emozione.
Il 30 maggio saluto “La Stampa” che mi è stata “casa” preziosa per 31 anni.
Lungo questo tragitto di quattro decenni, in cui sono stati inscindibili vita e mestiere, vi ho incontrati: ogni incontro con uno di voi – più vicino o più lontano di luogo e di cuore – ha segnato punto nella mia esistenza. Alcuni punti, in particolare, sono stati, e restano, essenziali e radicati. Grazie.
Continuerò a scrivere (il mio sito è: www.silmos.it), perché le dita hanno ancora bisogno della tastiera e i pensieri e le storie hanno sempre bisogno di lasciare traccia per non vagare inquieti.
Non perdiamoci di vista. Il nuovo indirizzo email è: silvana@silmos.it.
Ho la mano sulla maniglia della nuova porta di vita che sto per aprire e sono emozionata. “Ricordi tanti/ e nemmeno un rimpianto” (cit. Fabrizio De André).
Buoni giorni.

Silvana Mossano

Casale Monferrato, 30 maggio 2020