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L’interno senza numero, di Sabyr

La musa folle

L’interno senza numero

ad un indirizzo inesistente.

Ecco dove abito.

Dimoro nell’attimo evanescente.

E m’hanno cercato sul piano deserto
bussando alla porta che scompare.
Non hanno capito dove (non) sono.
Dimorano in una via che non c’è
(assolutamente inconsapevoli).
Siamo sogni con mani di carne
illusi dalla materia dura dell’osso
di essere concreti
(poveri fantasmi ciechi).
Toccati i polsi fino a vederli svanire,
(Ne resta solo il palpito della vena grossa).
Ti lascio sul ponte invisibile
ad attraversarti .

Sabyr

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