Asseragliato
Nell’imbastitura
Di una pressappoco
Risorsa muscolare,
Arroccato
Nel mio camerino
Con la polo di scena
Rossa come un semaforo.
Scarpe grosse
Cervello finto
Di noi subalterni
Sogghignando dicono
Mentre scalzo passeggio
Sul filo della lama arrugginita
Di un cutter,
Esecranda katana.
Sono l’ultimo operaio
La piramide s’è capovolta
Ed ogni mia libertà
È indubbiamente insubordinazione.

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