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Uirnet, cambio al vertice. “Impegni confermati per il Nord Ovest” assicura Cardo. Ma i timori per Genova e Alessandria non sono mancati

3 giugno 2020 di Enrico Sozzetti

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Alessandria: Nessuna inversione di rotta, i progetti per il Nord Ovest «andranno avanti». Le prime dichiarazioni di Lorenzo Cardo, 42 anni, presidente del consiglio di amministrazione dell’Interporto Centro Italia Orte, sono tranquillizzanti. E confermano gli impegni assunti finora. Certo è che il cambio al vertice di Uirnet Spa, organismo di diritto pubblico e soggetto attuatore unico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la realizzazione e la gestione della Piattaforma logistica nazionale digitale, un po’ di scompiglio lo ha creato. La nomina di Cardo, affiancato da Luigi Capitani (amministratore delegato dell’Interporto di Parma) e Matteo Gasparato (presidente dell’Interporto di Verona e dell’Unione interporti riuniti) che formano il nuovo consiglio di amministrazione di Uirnet passato da cinque a tre membri, è arrivata in una fase delicata della società alla cui guida c’è stato finora Rodolfo De Dominicis che ha lavorato a progetti di sviluppo che hanno poi subìto una accelerazione dopo che il ruolo di Uirnet è diventato strategico per il Nord Ovest con i piani di rilancio del porto di Genova e dello scalo ferroviario di Alessandria. Solo alcuni giorni fa è stato sottoscritto l’accordo di collaborazione tra Uirnet e Rfi (Rete ferroviaria italiana; gruppo Fs) per la progettazione della infrastruttura. Il percorso non è breve, dopo la progettazione (sarà pronta entro il 2021) si aprirà la fase dei lavori rispetto ai quali Rfi dovrebbe sostenere l’investimento di riqualificazione dell’area alessandrina. Ma il percorso adesso è segnato.

Il rinnovo delle cariche è però avvenuto in una fase di tensioni politiche. L’assemblea che si è conclusa con la nomina di Cardo, è avvenuta il primo giugno. E solo pochi giorni prima, a fine maggio, alla Camera è stata discussa una interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e trasporti (illustrata da Davide Gariglio del Pd) proprio su Uirnet in cui è stato chiesto quali iniziative «intende attuare a doverosa vigilanza sulla gestione della società, compresi gli emolumenti e i benefit deliberati, anche al fine di assicurare una riforma di Uirnet capace di garantire l’interesse pubblico in una compagine societaria mista in cui oggi è, ad avviso degli interroganti, evidente il conflitto tra le finalità pubbliche dell’ente previste dalla legge e gli indirizzi privati». Questa la risposta del sottosegretario Roberto Traversi: «Con riguardo alle convenzioni già stipulate dal Ministero con la società Uirnet per la realizzazione e gestione della Piattaforma logistica nazionale e in attuazione di specifiche disposizioni di legge, il Ministero ha già assunto le iniziative necessarie per procedere ad una loro rinegoziazione in un’ottica di contenimento dei costi e di modifica dei meccanismi di erogazione del contributo statale, al fine di garantire uno stretto collegamento con il raggiungimento di obiettivi pubblici oggettivamente misurabili. Quanto ai nuovi finanziamenti, e in particolare ai cinque milioni annui richiamati dagli onorevoli interroganti, si procederà alla stipula delle convenzioni previste solo all’esito del processo di revisione generale in corso che riguarda il ruolo di Uirnet, la sua governance e i meccanismi di controllo pubblico e di indirizzo strategico sulla società stessa. In tale contesto di revisione generale, potranno essere riconsiderati gli attuali assetti societari anche rafforzando la funzione di vigilanza pubblica sulla società, evitando la frammentazione delle iniziative e degli interventi, riducendo il numero dei componenti degli organi collegiali nonché i costi gestionali al fine di garantire una maggiore efficienza ed economicità dell’attività di digitalizzazione della logistica portuale».

Il rinnovo dei vertici ha allarmato non poco la Fondazione Slala (Sistema logistico del nord ovest d’Italia) guidata da Cesare Rossini, che detiene il 5 per cento delle quote societarie, perché c’era il rischio che venisse messo in parte in discussione il piano degli investimenti. La tensione non è mancata fino a quando, sul filo di lana, è arrivata la soluzione del riassetto. A Rodolfo De Dominicis viene affidato il ruolo di direttore generale di Uirnet con pieni poteri per gestire, in continuità, i progetti messi a punto finora (d’intesa con l’autorità portuale di Genova e Savona e i grandi terminalisti) e che vedono nel Nord Ovest d’Italia concentrare il piano di sviluppo che ruota intorno a Genova, all’Alessandrino e al Piemonte. Con lo scalo ferroviario che «sarà al servizio delle merci che transitano da Genova e dal Mediterraneo e sono dirette ai mercati del cuore dell’Europa». Il tutto in piena integrazione e coinvolgimento del polo di Tortona con il sistema dell’area di Rivalta Scrivia che «non è certo antagonista con Alessandria, ma anzi rappresenta un valore aggiunto sul piano dell’integrazione dei servizi. L’azione di coordinamento della Fondazione – puntualizza ancora Rossini – è sempre ruotata intorno al il concetto di un Basso Piemonte inteso come territorio esteso alle province di Alessandria e Asti. Un territorio unito negli intenti sul quale ci si augura che tutti gli enti riescano ad essere coesi. È questa l’area vasta ad altissimo valore strategico e alla quale guardano i sistemi portuali di Genova e Savona Vado e gli operatori privati».