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La poetessa, pittrice e decoratrice Ela Gentile si racconta ai lettori di Alessandria today

a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori un intervista alla poetessa, pittrice e decoratrice Ela Gentile.

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Intervista

-Ci vuoi raccontare chi sei e cosa fai nella vita e qualcosa della città dove vivi? 

Mi chiamo Ela Gentile e vivo in Gragnano (prov. di Napoli), un paese noto, anche all’estero, come capoluogo della pasta prodotta da pastifici locali, grandi e piccoli. Anche i miei nonni producevano pasta nei loro Pastifici e, di seguito, anche mio padre. Attualmente nella vita faccio la moglie e la mamma. Ho lavorato diversi anni presso la Segreteria del mio Comune, lavoro che ho lasciato perché avevo due bimbi piccoli e questo mi ha dato modo di dedicarmi anche alle mie passioni. All’inizio mi sono cimentata in diverse attitudini (perché mi è sempre piaciuto mettermi alla prova su tutto), poi ho ripreso a scrivere cosa che mi è sempre piaciuta fare sin dal liceo. Scrivevo tutto in quaderni e non avevo ancora il computer. Poi, visto che un’altra mia passione era il disegno, ho incominciato ad addentrarmi nel disegno, tempera, e poi nel decoro e pittura su vetro e cristallo, nonché ceramica.

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-Tu sei anche pittrice e doratrice e hai partecipato a diverse mostre ce ne vuoi parlare? 

Si, dapprima, ho iniziato a fare piccoli lavoretti, poi man mano mi son specializzata nel decoro e pittura su vetro e cristallo. Ad una mia prima mostra fui invitata a Sorrento per partecipare alla mostra organizzata dalla Scuola d’Arte, dove partecipavano tutti gli allievi diplomati, mentre io sola ero autodidatta. E fu in quell’occasione che incominciai a farmi conoscere e seguirono mostre, prima a Sorrento, alle Terme di C.mare di Stabia, in Toscana, a Varese  (diverse volte nella sotto chiesa della Cattedrale, dove ero circondata dagli affreschi di Giotto), ho fatto diverse altre mostre anche nel mio paese e nelle vicinanze riscontrando ovunque consensi e critiche notevoli.

Ho decorato, anche in diverse occasioni, bomboniere su richiesta ed ho incominciato a dipingere su pietre marine. Diversi negozi a Sorrento, a Napoli, Salerno e in Calabria mi chiedevano oggetti da esporre e, tramite loro, i miei oggetti sono andati all’estero, un po’ dovunque. Ho eseguito anche diversi quadri con pittura su vetro.

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-Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato a scrivere sin da ragazza, così come mi veniva l’estro, non mi ha spinto niente di particolare, solo la mia voglia di estrapolare quel che avevo dentro, di mettere su carta i miei pensieri. Sono stata sempre riflessiva ed amavo il silenzio e la contemplazione.

-Come definisci la tua poesia e quali sono le tue fonti di ispirazione? 

La mia poesia è una poesia spontanea, non studiata, effetto di un input che mi spinge a mettere su carta pensieri, emozioni, sensazioni, riflessioni e fonte di ispirazione, spesso, è anche il solo affacciarmi al balcone di notte, o sera tardi, guardare il cielo e la luna, se c’è, guardare in fondo il mare con qualche lampara che brilla nel buio e tutta la costa e il suo brillio di luci. Mi ispira un accadimento che mi emoziona, un fatto di cronaca che “mi prende”, un sentimento che mi scava dentro, mi cattura e mi spinge a scrivere (nel bene e nel 

male). Inoltre… la mia più grande ispirazione è il mare.

-Hai partecipato a concorsi e manifestazioni, in rassegne e raccolte antologiche ce ne vuoi parlare? 

Ho partecipato, negli anni, a numerosi concorsi e manifestazioni, tanti che non riesco a conteggiarli. Tante le coppe, targhe e premi per la poesia che mi son vista costretta a mettere tutto in uno scatolone, lasciando fuori solo tre-quattro coppe, usandole come fermalibri. Alcuni premi in oro per la poesia, solo quelli, li ho incorniciati. Conservo anche due grandi cartelle zeppe di riconoscimenti, pergamene, diplomi d’onore, nomine di accademico ecc. ecc.

Sono stata inserita negli anni in numerose rassegne antologiche (alcune con copertina di miei lavori su vetro e su pietra) con dieci-quindici poesie per volta, poi con cinquanta poesie e oltre ed infine altri tre-quattro libri solo miei. E’ in uscita un altro libro mio, edito dall’Inedito Letterario, che sarà uno dei più belli.

-Chi è per te un poeta e quali sono i tuoi autori preferiti?

Secondo me un poeta è colui che sente l’urgenza di scrivere, di liberarsi dal magma che lo vive, per la gioia che sente, per l’amore che lo abita o per la negazione contro tutto il male che esiste nel mondo. Ovviamente ci tengo a precisare che non mi reputo assolutamente poeta, ma solo una persona che, nella vita, ha provato a fare di tutto, a cimentarsi in quello che non sapeva e, il più delle volte, c’è riuscita. Son certa che fra me ed un vero poeta c’è tanto spazio e tanto tempo. Ricordo ed amo tutti i poeti di cui abbiamo studiato nella giovinezza ed amo leggere tutti quei poeti di oggi che si lasciano leggere con piacere e di cui ammiro il poetare, senza fare nomi per rispetto di tutti.

-Quante ore dedichi al giorno alla scrittura e solitamente a che ora preferisci scrivere? 

Non ho orario o numero di ore a cui dedico la scrittura, certo è che se inizio a scrivere versi, non mi fermo per continuare poi, ma scrivo e completo perché in quel momento ho desiderio e input per scrivere. Anche quando dipingevo un vaso, per esempio, non mi fermavo se non quando lo avevo finito, fossero state anche le tre di notte. In genere preferisco scrivere di sera o di notte e ricordo che qualche volta, non potendo dormire e avendo da estrapolare pensieri, mi sono alzata durante la notte e, con la luna che m’illuminava all’interno, io scrivevo.

-Secondo te cosa pensa la gente dei poeti e degli scrittori?

Secondo me e, per esperienza, penso che un poeta è apprezzato e considerato solo da una persona alla quale piace scrivere e piace leggere, non provando né saccenza, né invidia, mentre ci sono persone che ritengono i poeti dei perditempo con la testa fra le nuvole. 

Degli scrittori non saprei cosa pensano gli altri, dipende dal piacere di leggere e di apprezzare uno scritto. 

Mi è capitato spesso, ma in vacanza, di iniziare un libro prima di dormire e di leggerlo fino alle otto di mattina … poi facevo “mea culpa” perché ero stanchissima.

-Progetti e sogni nel cassetto?

Progetti per ora non ne ho, visto che sta per uscire il mio ultimo libro. Per quanto riguarda i sogni nel cassetto devo dire che a me si sono avverati sogni che non avevo sognato ed erano inaspettati. Penso di aver “dato”, quanto in mio potere, sia in pittura che in poesia e non mi son mancati apprezzamenti che mi hanno lasciata sempre interdetta. Anche quando dipingevo, ultimato il lavoro, mi chiedevo “ma l’ho fatto io?” e non ci credevo e son stata sempre convinta che c’era una mano che mi guidava, non potevo averlo fatto io.