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Maratona per la scuola, di Agostino Pietrasanta

6 giugno 2020

Domenicale ● Agostino Pietrasanta

https://appuntialessandrini.wordpress.com

Alessandria: Giustamente si è parlato di maratona; in conclusione dopo un iter parlamentare tutto in salita il governo sembra sul punto (scrivo nella tarda mattinata) di cogliere la conferma al decreto sulla scuola, in scadenza domani. Senza entusiasmi dico: meglio così!

Per una serie di motivi, ma soprattutto perché nutro seria speranza nell’avvio del prossimo anno scolastico con metodologia di didattica in presenza e non più per vie “a distanza” che continuo a giudicare un “meglio che niente” di scarsa utilità, nonostante l’euforia di qualche “tecnologo” di mestiere.

Tuttavia c’è da constatare con rammarico che, anche in questa occasione manca del tutto la preoccupazione sul sistema formativo e sui suoi esiti inadeguati alla domanda di competenze, posta in essere dalle attuali dinamiche del mondo del lavoro e dalla complessità sociale in cui i giovani di oggi dovranno inserirsi, adulti di domani. E mi hanno suscitato pensoso interesse alcuni opinionisti i quali hanno rilevato l’assenza del professore italiano nelle decisioni che riguardano il sistema scuola; non solo: a loro parere, in tale assenza starebbe la causa prima di una crisi sempre denunciata e mai risolta.

Premetto che, a mia sommessa convinzione, tutti i problemi di carattere generale in cui rientra anche e ovviamente l’istituzione scolastica vanno risolti in sede politica col concorso della nazione e non in sede di categoria; tuttavia la marginalità, se non l’esclusione totale degli insegnanti dall’organizzazione formativa dello Stato e, in genere della Repubblica (non dimentico le “paritarie” e le legalmente riconosciute) resta e costituisce problema. Mi pare però azzardato sostenere (qualcuno lo fa) che il problema sta nell’assenza dell’associazionismo professionale surrettiziamente sostituito dal sindacato scuola , confederale o autonomo.

Bisognerebbe invece precisare che, al riguardo, l’abbondanza non aiuta. Esiste una pluralità di associazioni che attengono quasi tutte le discipline: i ginnasti, i francesisti, gli ispanisti, gli inglesisti, i docenti di religione, gli italianisti, i geografi, tutti sono riconosciuti come associazione; tutti però sono connotati da prevalenti interessi corporativi.

C’è di più e, a mio parere, di peggio. Anche l’associazionismo che chiamerei per non farla lunga, “generalista” non sfugge alla tentazione ideologica sempre bloccata sulle soluzioni. Esistono almeno tre associazioni che mi permetto di citare anche perché meritevoli sotto molti punti di vista, ma tradizionalmente prive di apporti significativi al livello di una politica delle riforme scolastiche sempre proclamate e mai realizzate. Cito: UCIIM (Unione Cattolica Italiani Insegnati Medi), FNISM (Federazione Nazionale Italiana Scuola media, di orientamento laico rigorosissimo o, meglio, rigidissimo), AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici); tre associazioni che, in una tradizione gloriosa hanno acquistato meriti soprattutto nella preparazione e nell’aggiornamento degli insegnanti. Per altri aspetti la loro presenza si è troppo spessa omologata o al Sindacato di riferimento o appiattita su scelte ideologiche. Faccio un esempio. Se UCIIM ha sempre difeso la scuola pubblica compatibilmente col diritto della scuola non statale, non si è mai attrezzata per ragionare sulle conseguenze inevitabili circa il reclutamento docenti nella scuola di orientamento religioso. Resta inevitabile, in un sistema misto di libertà, come il nostro, che la nomina degli insegnanti non possa essere lasciata all’esclusiva competenza di una qualsiasi Congregazione religiosa ancorché titolare di una istituzione formativa riconosciuta come prestigiosa. Allo stesso modo, se FNISM ha sempre difeso l’esclusiva della scuola di Stato salvo i diritti costituzionali, “senza oneri per lo Stato”, in ogni caso non si è mai posta nelle condizioni di ragionare sulle possibili conseguenze di una caduta sostanzialmente autoritaria legata alla mancanza di un pluralismo del sistema misto di libertà da sempre presente nella storia dell’Italia unita. In soldoni, il miglior associazionismo si è omologato alla più rigorosa (rigorista) ideologia. E gli esempi potrebbero continuare, ma sta di fatto che l’associazionismo degli insegnati non ha aiutato il cammino delle riforme.

E ora c’è una constatazione anche più amara; mentre i sindacati non si curano affatto di un reclutamento dei docenti sulla soglia e in base alle competenze; l’associazionismo non ha nulla da obiettare. Basterebbe questo passaggio per una conferma: non manca l’associazionismo, manca una sua autonomia dalle ideologie di riferimento (autonomia non significa irrilevanza) e dalla relativa o collaterale organizzazione sindacale.