Alberto Cirio. CASSA IN DEROGA: FACCIAMO IL PUNTO
In un Paese normale NON È NORMALE che una persona che aspetta la cassa di marzo a giugno non l’abbia ancora ricevuta. Quella della cassa in deroga però è una vicenda nata male fin dall’inizio, perché il Governo ha scelto – sbagliando – di assegnarla con un doppio passaggio Regione-Inps, che ha portato a procedure difficili e complesse.
A inizio giugno, dopo numerosi contatti con i nostri uffici, per sbloccare i pagamenti ho voluto recarmi personalmente alla Direzione regionale dell’INPS con l’assessore al Lavoro Chiorino, raggiungendo come intesa che entro il 21 giugno venissero pagate tutte le domande trasmesse entro maggio. Oggi è il 22 giugno e l’Inps ha rispettato l’impegno assunto con la Regione. È stato liquidato il 100% delle pratiche trasmesse fino a maggio e autorizzate dall’Ente previdenziale. Parliamo di oltre 132 mila lavoratori. In particolare l’Inps ha confermato che gli ultimi pagamenti effettuati nel fine settimana del 20-21 giugno, relativi a 7.205 beneficiari, saranno accreditati sui conti correnti entro il 30 giugno, tenuto conto dei tempi degli istituti bancari. I restanti 124.942 lavoratori, invece, hanno già riscosso la prestazione.
La follia, però, è aver dovuto rincorrere una procedura sbagliata fin dall’inizio e voluta dal Governo nonostante fosse chiaro che avrebbe creato problemi. Una scelta insensata che ci ha portato a dover gestire una situazione inaccettabile, perché in un momento di crisi come questo non si possono far aspettare le famiglie per dei mesi. La Regione continuerà a presidiare e a monitorare finché anche l’ultimo piemontese non sarà stato pagato.
L’attività prosegue adesso a pieno ritmo per la lavorazione delle domande pervenute nel mese di giugno.
In tutto le pratiche trasmesse da inizio emergenza ad oggi sono 63.529. Di queste l’Inps ha già autorizzato il 98%. Mentre sul restante 2% sono state riscontrate delle anomalie su cui si stanno facendo le verifiche al fine di trovare una rapida soluzione.