UN ALTRO UOMO, UN’ALTRA DONNA, di Vittoriano Borrelli

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Sarò un altro uomo in questi tempi maledetti e forse già lo sono ma non me ne sono accorto. Ma poi che cos’è il cambiamento? La trasformazione del corpo che cambia? Le rughe che prima non c’erano e che adesso appaiono incipienti sul mio viso stanco e provato da chissà quale dolore? O forse è qualcosa che arriva dall’anima e che mi fa sentire più forte o più debole di un tempo?

Fase 1, fase 2, fase 3, fase 4 … quante altre fasi dovremo percorrere per vederci veramente cambiati in bene o in peggio? E intanto si continua a commettere delitti, a delinquere nei soliti modi, a non rispettare il prossimo con sputi in faccia per propagare il contagio, come un’arma da fuoco nelle mani di uno scellerato che già lo era ieri e lo sarà domani, e poi domani ancora.

Ci sarà una fase X in cui si potrà dire che siamo davvero cambiati e migliori di quanto non lo siamo adesso?  Domanda che consegneremo ai posteri perché forse noi non ci saremo o non faremo in tempo a trovare la risposta.

“Come si cambia per non morire…”, cantava la Mannoia in questa splendida hit di qualche Sanremo fa. Forse il cambiamento è sopravvivenza più che la risultante di un percorso di maturazione consapevole e sentito. Forse non si cambia mai, al di là del naturale invecchiamento che nemmeno le moderne tecniche della chirurgia estetica riescono ad oscurare o a rallentare.

Ci vuole ben altro per muovere la coscienza sociale, e questo accade tanto per gli uomini quanto per le donne. Se ancora adesso, a distanza di anni, si festeggia la festa della donna dell’8 marzo in segno di riconoscimento della pari dignità di genere, mentre in parallelo imperversa il femminicidio, prima latente, ed ora più evidente e costante. Anche una donna sarà la stessa di prima o un’altra donna per non morire?

L’8 marzo 2020, l’inizio del lockdown dovuto all’emergenza Covid-19. Che strana e terribile coincidenza! Il prossimo anno festeggeremo l’uno e commemoreremo l’altro evento come la vera liberazione da tutti i mali? La speranza è che si possa farlo senza che accada altro che ci faccia riempire il viso dell’antico rossore.

Nel giaciglio di pensieri confusi e scoordinati tra loro, sarò un altro uomo che guarda al futuro che è già passato. E ci sarà un’altra donna che si muoverà tra la folla anonima e mascherata.

Ma forse basterà solo uno sguardo, un sorriso per riconoscerci.