Trasformando il distanziamento sociale in opportunità, il Palazzo Ducale di Genova propone ai visitatori l’incontro con il capolavoro “Ninfee”, di Claude Monet, olio su tela di grandi dimensioni, proveniente dal Musée Marmottan di Parigi e databile tra il 2016 e il 2019.

L’opera fu realizzata a Giverny, piccola località del sud-est della Normandia, in cui Monet si era trasferito nel 1883 con tutta la famiglia. Dieci anni più tardi vi aveva fatto scavare, su un ramo minore del fiume Epte, il bacino delle ninfee, ai bordi del quale, fino al 1926, anno della sua morte, avrebbe dipinto più di 200 opere dedicate al soggetto principe della parte terminale della sua leggendaria carriera.

La mostra, allestita nelle sale dell’Appartamento del Doge, propone una visita molto particolare, offrendo l’occasione per un’esperienza immersiva ed emozionante. L’invito dei promotori è quello ad un incontro diretto e personale con il capolavoro, con la possibilità di ammirare l’opera in completa solitudine per cinque minuti, così da poterne percepire la vitalità e comprenderne la forza.

E Monet, più di ogni altro, con la sua pittura fluida e avvolgente, col suo stile inconfondibile e, allo stesso tempo, capace di creare emozioni sempre nuove, rappresenta la scelta ideale per questo tipo di esperienza.

Nell’opera proveniente dal Musée Marmottan, Monet offre la visione di un mondo indistinto, dove, in uno fondale aperto, senza terra né cielo, incorniciato da due cascate di salici, ammiriamo una distesa di ninfee amalgamata, quasi confusa, con i riflessi delle nuvole.

La proposta organizzata dalla direttrice Serena Bertolucci è variegata: i visitatori possono godere delle Ninfee in assoluto silenzio, oppure accompagnati dalla musica di Arvo Pärt Spiegel im Spiegel o, in alternativa, dalle parole che lo stesso Monet scrisse al critico François Thiébault-Sisson nel febbraio del 1918, lette da Luca Bizzarri. Tramite Qr code si può accedere agli audio, oppure utilizzare il touch screen presente in sala. A corredo dell’opera alcune fotografie che ritraggono l’artista, un video introduttivo che ne racconta la vita e un video d’epoca (1915 ca.) che riprende Monet mentre dipinge nel suo giardino a Giverny.

La visita dell’opera è accompagnata da un piccolo catalogo dal titolo “Monsieur Monet” in vendita a 7 euro.

Prima di arrivare di fronte alle ‘Ninfee’, i visitatori sono accolti da un altro importante capolavoro: “La contessa Beatrice Susanne Henriette van Bylandt”, un olio su tela dipinto nel 1901 dal ferrarese, naturalizzato parigino, Giovanni Boldini. L’opera, di proprietà del Comune di Genova, provienedalle raccolte Frugone dei musei di Nervi.

Il ritratto della contessa, sebbene di piccole dimensioni, permette di cogliere perfettamente lo stile pittorico di Boldini, fatto di veloci pennellate vibranti di colore, perfetto per restituire lo charme malinconico e sensuale e la naturale eleganza di una protagonista del bel mondo parigino. Nonostante lo splendore dell’opera, la committente non volle ritirare la tela, reputando di non essere stata riprodotta “abbastanza bella”.

La visita della mostra è permessa seguendo i protocolli di sicurezza anti Covid19: rispetto della distanza di sicurezza tra le persone seguendo il percorso segnalato, utilizzo della mascherina all’interno della mostra e misurazione della temperatura all’ingresso.

Questi gli orari: lunedì 14-19; dal martedì alla domenica 10-19 (la biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura). I biglietti sono in vendita online su vivaticket.it e presso la biglietteria di Palazzo Ducale: intero 7 euro; ridotto 6 euro; bambini dai 6 ai 14 anni 3 euro.

Le Ninfee rimarranno a Palazzo Ducale fino al 23 agosto.