LE DISCRIMINAZIONI E LE IPOCRISIE LINGUISTICHE, di Maria Clausi

Il tema della discriminazione è a me molto caro perché è una realtà che conosco a fondo.

So bene cosa significhi essere giudicata male senza essere conosciuta; so bene cosa significhi essere giudicata negativamente per la semplice appartenenza ad una categoria; so bene cosa significhi essere discriminata per la mancanza di beni o caratteristiche che da taluni sono considerati indispensabili per essere integrati nella buona società.
Per essere discriminati è “sufficiente” essere brutti oppure essere grassi oppure essere poveri oppure non vestire griffati …
Oggi la società ci impone un determinato linguaggio, determinate parole, illudendoci che tutto questo faccia scomparire certi fenomeni.
Siamo davvero sicuri che definire un uomo “di colore” anziché nero basti per non essere razzisti?
Oggi si usano espressioni come “non vedente”, “diversamente abile”, “diversamente speciale” … espressioni che designano condizioni che in passato venivano definite in altro modo.
Si sostiene che queste espressioni siano politicamente corrette.
Ma mi sorge un interrogativo: bastano le parole per cambiare una realtà o renderla meno cruda o far scomparire il disagio e l’emarginazione in cui si trova chi la vive?
E se introducessimo anche l’espressione “diversamente bello” oppure “diversamente italiano” oppure “diversamente colto”?
Forse saremmo sufficientemente ridicoli per far comprendere quanta ipocrisia si possa celare dietro le parole!
Ci sono persone che con tanto clamore si proclamano antirazziste, che si dichiarano paladine degli ultimi, dei deboli, dei diseredati, salvo poi evitare accuratamente questi sfortunati per frequentare i salotti buoni dove c’è la società che conta!
A questo proposito mi vengono in mente i duri ammonimenti che Cristo faceva ai farisei: vi preoccupate di pulire il piatto in cui mangiate, ma dentro siete pieni di rapina e iniquità.
Raccomando a chi non condivide il mio pensiero di non postare commenti offensivi: saranno considerati NON politicamente corretti.

Foto: angela2.myblog.it