Il parlar semplice come segno di umiltà e di vicinanza al prossimo, di Maria Clausi

IL PARLAR SEMPLICE COME SEGNO DI UMILTÀ E VICINANZA AL PROSSIMO.

Ricordo che quando frequentavo l’università e preparavo l’esame di diritto civile uno dei manuali su cui noi studenti dovevamo studiare era scritto in maniera così astrusa che tutti ci lamentavamo di come necessitava leggere ogni periodo almeno due o tre volte prima di poter giungere alla sua comprensione.

Alcuni concetti erano già complessi di per sé, se poi quegli stessi concetti venivano espressi con un linguaggio quasi incomprensibile, per noi studenti diventava tutto molto più faticoso e complicato.
Quale è la necessità di usare un linguaggio assai ricercato, ermetico, molto elaborato, forbito?
Nel corso della mia esistenza, grazie al lavoro e alla attività letteraria, ho avuto modo di conoscere molte persone e tra queste ve ne sono anche di molto colte.
Le persone colte, quando sono libere dal demone della presunzione, sono sempre molto affascinanti e ascoltarle è un autentico piacere per l’anima.
Purtroppo, c’è anche chi talvolta cede alla tentazione di ostentare il proprio sapere, di esibire il frutto delle numerose letture …
Non v’è dubbio che l’oratoria sia un dono di Dio, che la parola sia un potente mezzo di comunicazione e che una favella affascinante sia anche espressione di una raffinata cultura.
Tuttavia, per quella che è stata ed è la mia osservazione, talvolta chi usa un linguaggio assai raffinato lo fa più per compiacere sé stesso che per comunicare con gli altri; lo fa sostanzialmente per affermare la propria superiorità culturale e linguistica.
Sicuramente tutto questo non è sintomo di umiltà e neppure del desiderio di rendersi vicini agli altri attraverso il dialogo.
Trasmettere il proprio sapere è un atto di generosità; ma se questo sapere viene espresso con un linguaggio incomprensibile il bisogno di arricchimento di chi ascolta viene vanificato.
Il grande e vero comunicatore è colui il quale, seppure ricco di letture, si esprime con un linguaggio semplice, comprensibile a tutti.
Parlar semplice non è sintomo di ignoranza o di incapacità di comunicare con raffinatezza; parlar semplice è desiderio di comunicare con gli altri e di stare vicino al prossimo.
Il mio modello di comunicatore, capace di trascinare le folle, è Cristo che per me, che sono credente, non è un semplice uomo, ma Dio.
Cristo parlava alle folle con estrema semplicità e lo faceva spesso attraverso le parabole.
Cristo non era certo privo di sapienza! Anzi, la sua sapienza, data la sua natura divina, era di gran lunga superiore a quella umana; di gran lunga superiore a quella dei dottori della legge!
Sant’Agostino afferma che la sapienza umana è ignoranza dinanzi a Dio.