<<Abbiamo giocato bene>> disse Peppe a Salvo e quest’ultimo annuì. Giocavano entrambi nella stessa squadra, era una bella soddisfazione aver raggiunto la finale, ma Salvo sapeva non l’avrebbe gustata appieno. Che anno tremendo era stato per lui, iniziato con un sogno e terminato con un dolore al cuore tale da metterlo un ginocchio per molto tempo.

Fortunatamente per puro caso aveva conosciuto una ragazza che gli era stata accanto nei momenti più difficili. Dolcemente si aiutavano a vicenda, perchè anch’essa era rimasta sola in un momento complicato della propria esistenza. Paradossalmente si erano conosciuti in chat, Salvo era un pò scettico su questo tipo di amicizie ma la dolce Chiara (era questo il suo nome) era riuscita a fargli cambiare idea. La differenza d’età non sembrava pesare così decisero che prima o poi si sarebbero visti. Un giorno come tanti Salvo telefonò a Chiara per dirle che quella sera avrebbe fatto tardi e non si sarebbero sentiti, ma non rispose come spesso accadeva.

<<Cavolo! >> sbottò <<ma sto cell mi sa che ce l’ha per spot!!!>>, pazienza pensò. Sognava spesso a come avrebbe reagito nel vederla dal vivo, nel vedere chi aveva riportato un pò di serenità nella propria vita. Ormai era sera e decise di tentare di avvisarla comunque e ritelefonò. Una voce femminile rispose, ma non gli sembrò la stessa di sempre.

<<Chiara?>> disse Salvo. <<No>> rispose <<Sono la sorella>>. Salvo aggiunse <<Scusami se Chiara è impegnata fa niente chiamerò più tardi…>> La sorella rispose con voce tremante e preoccupata <<Senti noi non ci conosciamo, ma è giusto che tu sappia che Chiara sta male, oggi causa un incidente ha battutola testa e non si risveglia…>>. Di colpo il cuore di Salvo sussultò, ripensò alla piccola Chiara, ai loro progetti al sogno di vedersi. <<Dov’è?>> chiese Salvo con decisione e la sorella rispose che si trovava nell’ospedale della sua città. <<Ok!>> rispose Salvo e pensò che in un’ora e mezza d’auto poteva raggiungerla.

Partì subito, non sapeva cosa l’aspettava ma decise che era la cosa giusta da fare. L’autostrada era desolata come il suo cuore e i suoi occhi si perdevano stancamente tra il vai e vieni dei lampioni. Arrivato sul posto chiese di lei, e un’infermiera lo indirizzò. Corse per le scale e vide delle persone in attesa e capì solo in quell’istante che egli lì era un estraneo, si accomodò poco distante e in solitudine abbassò lo sguardo a terra…nessuno lo conosceva si sentiva solo nella sua disperazione. Dopo un pò si avvicinò una ragazza e gli chiese: <<Sei Salvo?>> e lui con un cenno del capo annuì. Lei continuò <<So chi sei, Chiara mi ha parlato di te tempo fa, desideriamo che tu entri e le parli…fallo per lei>>. Salvo si alzò e senza battere ciglio si avvicinò alla porta e l’aprì. Ora lui era lì, tenendola per mano non riusciva a trattenere le lacrime, esse gli rigavano il viso ed aveva la sensazione che scavassero solchi profondi, come l’angoscia che in quel momento attanagliava il cuor suo.

Salvo prese la mano di Chiara e la poggiò delicatamente sul proprio petto, sperando che ella potesse assorbire la sua parte migliore, da lì egli capì che avrebbe donato la propria vita per lei e che quei battiti che Salvo si sentiva dentro appartenevano a Chiara. Con un filo di voce disse:<<Piccola scusami se piango, ma tranquilla è la gioia di vederti, sai io ho ancora paura d’amare, ho paura di perdere nuovamente qualcosa d’importante>> Salvo chinò il capo e le lacrime ormai venivano giù copiose e aggiunse:<<Io sono qui, ma tu non mi sorridi, non posso perdermi nei tuoi grandi occhi…sai sei bella come ti ho sempre detto…ti prego non farmi questo…piccola io vivo per te, fai altrettanto per me>>. Il dramma era ormai insopportabile e fece per andare via, quando sentì trattenere la sua mano. Si girò verso Chiara per guardarla, ma l’immagine risultava sfocata le lacrime non si placavano, strizzò gli occhi più volte e intravide un sorriso e in quell’istante si aprirono due grandi occhi scuri. Salvo piangeva, ma ora lo faceva di gioia, era come ridipingere un sogno su una tela quello che poco prima era proibito. La piccola Chiara aveva compiuto un nuovo miracolo, nel cuore di Salvo risiedeva un sentimento chiamato amore che tempo prima l’ipocrisia di una persona aveva portato via.

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Salvo Occhino