Imito il mio nemico che avrei voluto amare… di Armando Saveriano

Imito il mio nemico

che avrei voluto amare

dissondando il suo odio

Me lo sono lasciato alle spalle

in un posto bellissimo

dove i cani pisciano contro i monumenti

e i monumenti sono grati

a chi su di loro si arrampica

a spazzar via lo sporco dal marmo acido

Sono stato addestrato 

a sussurrare canzoni ai botoli randagi

e a non lamentarmi

se una statua mi morde le braccia

Sono un uomo istruito

mi sono iscritto al Cyber Risk

della Bocconi a Milano

sono vegetariano e faccio il commesso

per Sellerio Forse mi pubblicherà un libro

di smorfie che mi divertono 8 ore al giorno

e proprio quando passa il Vespone coi fiori

io alzo il volume del televisore

per nascondere il rumore delle scorregge

Il fatto è che parlo in continuazione

ho la bocca nel culo e ci infilo sigari

ficco la faccia nel cesso e cago

Pazienza se ho il naso che cola

mia madre sapete era fissata con l’igiene

grattuggiava il sapone sulla pastasciutta

offriva ai miei amichetti caramelle

succhiate a metà e strimpellava il pianoforte

come se fosse sull’ottovolante

Da tre anni sono donatore di sperma

l’infermiere che lo raccoglie aspetta

con una pazienza infinita

poi mi aiuta facendomi delle pernacchie

e tirando fuori dalla tasca uno yoyo verde acqua

Mi alleno coi pesi

ascoltando Empty Air *

poi mi darò all’agricampeggio nel Salento

iniziando a corteggiare gli ulivi

Ho scartato l’escursione sul vulcano

per scongiurare la tentazione

di buttarmici dentro