Sono stato espulso dal villaggio rosso dai tetti… di Armando Saveriano

Sono stato espulso dal villaggio

rosso dai tetti a rombi blu

cancellato da tutti i dizionari

delle debuttanti in vaporose candide corolle 

inseguito da nugoli di vespe

fino al totem che le ha disperse

Dimorerò dove

Vediamo

Nell’artrite di un ginocchio

nel ricevitore del telefono arancio

con disco combinatore

tra le piccole labbra di una zitella

che accoglie un cetriolo

più probabilmente sotto i cieli

di una luna sbarcata a casaccio

per far muovere i danzatori

nelle zampacce di versi

che dovrebbero comporre una poesia

sommessa quanto una vajassa dei quartieri spagnoli

in un virus invisibile che mette in scacco

miserabili e potenti e dà pepe al Padreterno

O partorito sarò da Joyce Mansour 

a sua volta spadellata da Lucia Triolo

Certo sarà una faticosa avventura

Machimelofafare

tutto questo è sedizioso 

meno utile di una confettura scaduta

mentre ti volti su un fianco e parli nel sonno

e preferiresti essere un popcorn

una bustina dove hai dimenticato d’infilare

i riccioli del pube

un povero parlamentare con i mocassini stretti

Poi mi dico

ma ho ragione di esistere

non sarei capace di trascinare

una rosa di marmo sul Golgota

figurarsi trafugare la sacra sindone

dopo aver appiccato alta blasfemia

al duomo di Torino 

Oh mi protegga questa cinta di mura

mi salvi l’ipocrita giustificazione

del respiro clandestino

mi preservi un capezzolo matrigno

la prima intuizione passabile

per dieci minuti

di superflua raggianza

Armando Saveriano a TUTTI i componenti di Poienauti 2 o del Neosurrealismo, con l’esortazione a osare osare osare 2 Luglio COVIDANNO

Sono stato espulso dal villaggio

rosso dai tetti a rombi blu

cancellato da tutti i dizionari

delle debuttanti in vaporose candide corolle 

inseguito da nugoli di vespe

fino al totem che le ha disperse

Dimorerò dove

Vediamo

Nell’artrite di un ginocchio

nel ricevitore del telefono arancio

con disco combinatore

tra le piccole labbra di una zitella

che accoglie un cetriolo

più probabilmente sotto i cieli

di una luna sbarcata a casaccio

per far muovere i danzatori

nelle zampacce di versi

che dovrebbero comporre una poesia

sommessa quanto una vajassa dei quartieri spagnoli

in un virus invisibile che mette in scacco

miserabili e potenti e dà pepe al Padreterno

O partorito sarò da Joyce Mansour 

a sua volta spadellata da Lucia Triolo

Certo sarà una faticosa avventura

Machimelofafare

tutto questo è sedizioso 

meno utile di una confettura scaduta

mentre ti volti su un fianco e parli nel sonno

e preferiresti essere un popcorn

una bustina dove hai dimenticato d’infilare

i riccioli del pube

un povero parlamentare con i mocassini stretti

Poi mi dico

ma ho ragione di esistere

non sarei capace di trascinare

una rosa di marmo sul Golgota

figurarsi trafugare la sacra sindone

dopo aver appiccato alta blasfemia

al duomo di Torino 

Oh mi protegga questa cinta di mura

mi salvi l’ipocrita giustificazione

del respiro clandestino

mi preservi un capezzolo matrigno

la prima intuizione passabile

per dieci minuti

di superflua raggianza

Armando Saveriano a TUTTI i componenti di Poienauti 2 o del Neosurrealismo, con l’esortazione a osare osare osare 2 Luglio COVIDANNO