Atc chiede i soldi delle utenze al figlio dello stupratore seriale di ragazzine di Regio Parco | Condannato e in carcere

Lo stupratore seriale di ragazzine è in carcere, Atc chiede al figliastro i soldi delle utenze

“È l’unico reperibile”

Davide Petrizzelli 09 luglio 2020

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Atc chiede i soldi delle utenze al figlio dello stupratore seriale di ragazzine di Regio Parco | Condannato e in carcere

Si torna a parlare del caso dello stupratore seriale di ragazzine del quartiere Regio Parco, il buttafuori, oggi 46enne, che nel biennio 2008-09 aveva costretto il figliastro minorenne ad ammanettare e bendare le sue fidanzatine (due delle quali appena 13enni) per poi sostituirsi a lui, costretto addirittura a uscire di casa, e violentarle. Per quegli episodi l’uomo è stato condannato a 14 anni e sette mesi di carcere ma anche scontando la pena la sua ombra si è allungata nuovamente sul figliastro, che oggi ha 25 anni e sta per entrare nell’esercito dopo avere vinto un concorso: prenderà servizio il 15 luglio 2020.

Atc, proprietaria dell’appartamento in cui avvenivano le violenze, ha chiesto al ragazzo 15mila euro per utenze mai pagate, da aprile 2013 a dicembre 2017. Il decreto ingiuntivo è arrivato a gennaio 2019. “Ho contatto i legali di Atc – spiega l’avvocato del venticinquenne, Gabriella Vogliotti – e mi hanno confermato che non intendono rinunciare alla riscossione del credito. Non verseremo mai quel denaro perché si tratta di un debito non contratto da lui, e che appartiene, anzi, all’autore del reato di cui è vittima”, come ha confermato poi l’esito del processo al patrigno.

“Comprendiamo la situazione di disagio, ma questa è la conclusione di una procedura stabilita per legge che la nostra agenzia è tenuta ad applicare – replicano dall’Atc -. La legge regionale 3/2010, che disciplina l’edilizia sociale, e i suoi regolamenti attuativi prevedono che della morosità sul pagamento rispondano in solido tutti i componenti del nucleo familiare. La morosità è stata accumulata dal 2013 al 2017. Dopo la decadenza del contratto, nel 2018 è stata inviata una diffida formale a tutti i componenti: l’assegnataria, il coniuge e il figlio maggiorenne. In quanto unico reperibile, il ragazzo ha successivamente ricevuto tutti gli atti”.

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Immagine di repertorio