Prof. Matteo Bassetti. Covid 19: Abbiamo fatto del nostro meglio, siamo arrivati ad 11 giorni senza decessi

Genova: Siamo arrivati ad 11 giorni senza decessi per COVID in Liguria e abbiamo appena dimesso l’ultimo paziente Covid dal reparto di Malattie Infettive. Un bel traguardo!!!

E’ successo dopo 136 giorni consecutivi di attività emergenziale dedicata al COVID.

Vorrei condividere con voi alcuni numeri della struttura da me diretta al Ospedale Policlinico San Martino di Genova:

– Il 1° paziente COVID+ è stato ricoverato il 24 febbraio, mentre l’ultimo paziente positivo è stato dimesso stamani, 9 luglio 2020.

Della struttura di Patologia Complesse sono stati dedicati al COVID, il piano -1 e -2 di Malattie Infettive e successivamente anche il piano +1 della struttura, oltre 3500 metri quadri e 51 posti letto.

Il team è stato composto da 31 medici, 72 infermieri e 8 OSS.

Durante il picco ho lavorato alcuni giorni senza sosta per oltre 15 ore e consecutivamente per 7 settimane di fila (sabato e domenica compresa) senza interruzione.

Alcune notizie dei pazienti ricoverati:

– Il paziente più giovane ricoverato aveva 25 anni, il più vecchio 92 anni. 

– La degenza più lunga è stata di 78 giorni.

– In totale sono stati ricoverati 327 pazienti, di cui 229 uomini e 98 donne

– Il paziente più distante proveniva dal Cile.

Oltre 10 mila i pasti che, durante l’emergenza, sono stati consegnati al reparto di Malattie Infettive da parte di privati e di tante realtà commerciali dell’intera regione. 

UN Grazie sincero e a tutti!!! Ci avete scaldato il cuore quando era molto freddo…

Sono state 439 le uscite stampa, tra interviste e articoli, dedicati al solo reparto di Malattie Infettive che lo hanno posto all’attenzione dell’Italia e del mondo.

Ho passato intere giornate nel mio reparto ed in alcuni momenti è stata durissima.

Il COVID ci ha insegnato quanto sia importante la multidisciplinarietà e l’unione delle forze. Questi quattro mesi di convivenza con i nostri pazienti affetti da COVID hanno rinsaldato vecchi rapporti e ne hanno costruiti di nuovi. 

Oggi possiamo dire di essere una grande famiglia e di aver fatto del nostro meglio. Di più non potevamo fare.

Grazie a tutti. Sono orgoglioso di essere stato il vostro capitano.

Prof Matteo Bassetti

Buongiorno. 

Nonostante i numeri delle persone malate negli ospedali italiani abbiano toccato il punto più basso dall’inizio dell’epidemia con meno di 70 soggetti rimasti in terapia intensiva e poco più 800 in tutti gli altri reparti ospedalieri, la comunicazione sulla situazione del COVID in Italia continua ad essere negativa, allarmistica e catastrofista. 

Molti quotidiani sottolineano che ci sono ancora troppi focolai e che l’epidemia in molte regioni sembra incontrollata. 

Ma chi è che si assume la responsabilità di dare queste notizie? 

NON E’ VERO!! Ci sono nuovi contagi che per la maggioranza riguardano casi di importazione dall’estero e moltissimi tamponi con bassissima carica (i cosiddetti debolmente positivi).

Anziché dire al mondo intero che in Italia abbiamo fatto e stiamo facendo un ottimo lavoro, avendo ridotto significativamente la mortalità dei nostri malati curandoli meglio grazie ai nostri protocolli di trattamento, dimettendone ogni giorno dagli ospedali al domicilio moltissimi e facendo il tracciamento con milioni di tamponi di nuove persone positive per isolarle ed evitare nuovi contagi, si continua a terrorizzare la popolazione e spaventare i nostri fratelli europei. 

Ogni giorno ricevo telefonate da amici e colleghi francesi, tedeschi, spagnoli, che mi chiedono come mai in Italia vada ancora tutto così male sul COVID… ma è possibile essere così masochisti? 

Servono i bollettini tutte le sere, creando l’aspettativa come per i numeri del lotto o le previsioni del tempo? 

Continuare a dare numeri senza differenziare se si tratti di nuovi malati con sintomi, di nuovi ricoveri ospedalieri o di semplici contagiati asintomatici non ha alcun senso, se non quello di continuare con il grido “al lupo al lupo”.

Il rischio è che quando poi, magari in futuro, si tornerà a parlare di nuove emergenze vere (che ci auguriamo tutti non si presenteranno, ma non ne abbiamo la certezza) nessuno ci crederà più.

(Prof. Matteo Bassetti)