Ci si sveglia lenti la mattina
in questa età di chissenefrega delle alzabandiera
e di è tanto che la sveglia non suona.

Ci si sveglia lenti e si cercano i pensieri sparsi
che qualcuno è gia in cucina, alla macchinetta del caffè
un altro è rimasto indietro, nella notte
e non si vuole alzare,
uno è già davanti al sole, oltre le imposte chiuse.

Il più prepotente oggi pensa che non la vuole più la vernice invisibile
quella di Disneyana memoria
quella ambita per pizzicare il culo alle bambine,
per entrare al cinema, senza avere l’età
per restare al museo oltre l’orario
e vedere le statue abbandonare le loro pose
scendere dai piedistalli e muoversi lente, non viste
cercando pensieri sparsi.

Quella con cui potrei vedere te alzarti la mattina,
senza pose, e posarti un bacio a un millimetro dalla pelle
assieme a un soffio leggero
quella con cui potrei vederti amarti le mani
o far l’amore con gli unicorni rosa.

-No, quella degli unicorni è il sogno-

Potrei vederti far l’amore ubriaca, di vita,
col corpo coperto da millegocce di biancosplendore,
potrei vederti far l’amore e basta.

E restare invisibile è il tormento.

Pensavo che non la voglio più la vernice invisibile.
Non ho ancora l’età dei tormenti
nè mai ce l’avrò.

 

https://bonvinifranco.wordpress.com/2020/07/15/biancosplendore/

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=59468