Pubblicato da luciatriolo

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sull’imbecille 1

“per quanto possa sembrare a prima vista paradossale, si può definire, in certe condizioni, come violenza anche un contegno assunto nell’esercizio di un diritto. E precisamente questo contegno, ove sia attivo, potrà dirsi violenza quando esercita un diritto che gli compete per rovesciare l’ordinamento giuridico in virtù del quale esso viene conferito ” (W. Benjamin, Per la critica della violenza)

Non c’e nulla di più violento dell’arroganza degli imbecilli. Tuttavia la democrazia è quel sistema di governo in cui anche gli imbecilli hanno diritto di parola e possono quindi, a loro beneplacito, esercitarlo. Menarne scandalo e strapparsi i capelli, quando accade, è però da imbecilli,  perché è questo il segno tangibile della democrazia.  Pensiamoci un momento: che l’esercizio di questo diritto giovi alla crescita della società è un po’ difficile da sostenerlo, ma perché il diritto stesso fosse negato (o anche riconosciuto) sulla carta occorrerebbe accordarsi preliminarmente su chi sono gli imbecilli. E a deciderlo in democrazia non potrebbe essere che il voto della maggioranza. Ma allora, poiché nessun imbecille ammette di esserlo, coloro che rientrano nella categoria, non potrebbero che far parte della minoranza. 

Alla fine del percorso il concetto di imbecille coinciderebbe con quello di minoranza. Ed eccoci al totalitarismo.  Nulla di più violento!

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