Un’improvvisa quanto violenta folata di vento … di Sergio Pizio

Un’improvvisa quanto violenta folata di vento entrò dalla finestra spalancata. Facendo rovinare per terra un cavalletto di legno di betulla assieme a una grande tela bianca. ” Accidenti! ” esclamò Giuliano chiudendo immediatamente la finestra, rimettendo successivamente a posto sia il cavalletto che la tela e alcuni fogli sparpagliati sul pavimento. Mentre il vento continuava a soffiare con una certa forza su tutta la città. Scuotendo insegne luminose e sollevando polvere lungo le strade accecando i passanti con un insidioso e dannato pulviscolo alimentato da mini vortici d’aria. Giuliano odiava quella maledetta città, invasa da gentaglia idiota e superficiale  con la puzza sotto al naso, nonché arroganti e falsamente umili nel loro incerto aspetto esteriore. Ma presto avrebbe lasciato quella città, trasferendosi in campagna, in una tranquilla e stupenda fattoria  immersa nel verde lontano dal caos cittadino e  con un piccolo ruscello che scorreva da un lato. Un posto quello, che poteva essere collocato all’interno di una fiaba. Giuliano era un vero artista, geniale e creativo. Molto cordiale e disponibile verso il prossimo, senza mai sconfinare nell’arroganza. I suoi dipinti e sculture rappresentavano qualcosa di sublime, plasmando l’arte con l’emozione disegnata nell’animo e cuore. Mescolando colori e calore da elargire a chi le osservava con sguardo rapito da tale bellezza. 

” Eccomi! ” la voce squillante della giovane stilista lo colse di sorpresa. ” Ops…scusa Giuliano, la porta era aperta…” si giustificò la ragazza sollevando le spalle.

” Ah… d’accordo ” pronunciò lui invitandola a sedersi su uno sgabello di metallo.

” Il vento mi ha rovinato la pettinatura ” sussurrò lei scuotendo il capo.

” No, sei perfetta così “

” Scherzi…? ” esclamò lei gesticolando con le mani, aggrottando un poco la fronte.

” Il vento ha solo messo in evidenza i tuoi bei capelli, in maniera naturale…”

” Sembro un mostro invece! ” sottolineò la giovane guardandolo con occhi interrogativi.

” E un disordine artistico, che lascia intravvedere l’essenza del tuo aspetto, che non ha nulla a che vedere con un’acconciatura perfetta. Credimi Laura, ti trovo splendida”

La giovane ridacchiò abbassando per un attimo lo sguardo.

” Pensi che io sia vanitosa? La verità “

” Forse. Ma quello che penso io non ha nessuna importanza “

” Ti sbagli, per me ne ha molta invece” insistette lei con una certa apprensione. Teneva molto al suo parere.

” Diciamo che sei una giovane e talentuosa stilista in cerca di un’immagine tutta tua. Ognuno mostra la merce che ha sul proprio banchetto “

” E come credi esponga la mia merce” sostenne lei sorridendo, prestandosi a quel gioco di parole.

” Una buona merce, che vale la pena acquistare”

” Sei tutto matto Giuliano” dichiarò lei ridendo.

” Lo so, ma ricordati che solo i matti riescono a vedere oltre l’apparenza “

” Capisco quello che intendi dire ” mormorò lei dondolando un poco il capo.

” Va bene, ora possiamo cominciare…”

” Resto in questa posizione per il ritratto? “

” Certamente, proprio così come sei “

(Nota: un piccolo omaggio letterario all’amico poeta e scultore Giuliano Saba )

                                                            Sergio Pizio