Alessandria, 16 luglio 2020

Oggi è stata un’altra giornata pesantissima.
Il pomeriggio è iniziato con la triste notizia della scomparsa del caro amico Gianfranco Calorio.
Quest’anno è stata una vera ecatombe di amici.
Tanti, troppi amici importanti per me e per la nostra città se ne sono andati in silenzio.
E ora anche Gianfranco se n’è andato via.
Il pensiero corre subito alla prima volta in cui ci si è incontrati, alle prime parole, ai primi sguardi. E da subito avevamo compreso entrambi che la stima era reciproca e che “ci si piaceva”.
L’anello di congiunzione tra Gianfranco e me era stato l’amico Ezio Poli, l’Ortolano.
Ezio, amico comune di Sandro Locardi e di Gianfranco, mi aveva chiesto se avevo delle cartoline del quartiere Orti. Gianfranco stava per dare alle stampe un bel volumetto su questo tema.
Alla presentazione dell’interessante pubblicazione, presso la sede dell’ATM, ci eravamo presentati. Così nasceva la nostra amicizia.
Di Gianfranco avevo già visto diversi lavori interessanti oltre che divertenti (La fiera delle vanità nel 1988).
La mostra di disegni era stata allestita presso il Foyer dell’ex Teatro Municipale, presso il Municipio di Alessandria.
Ricordo di essere stato in quel salone con l’amico Sandro Locardi e in quel paio di ore di visita ci eravamo divertiti a non finire, apprezzando l’arguta penna dell’autore.
Fu in quell’occasione che a Locardi venne l’idea di scrivere alcune pagine di rime, mettendo in caricatura ciò che già era stato caricaturato nei disegni da Gianfranco. Il titolo delle quartine, poi apparse sulla rivista Notes di Mario Marchioni, aveva titolo “Caloriosi saluti da Sandro Locardi”.
In quei momenti comprendevo che Locardi amasse l’ironia di Calorio e il tratto ironico dei suoi disegni.
Questi due personaggi avrebbero dovuto fare qualcosa assieme. Questa era la certezza che incominciava a girarmi per la testa.
L’occasione si presentò all’inaugurazione della Fiera di San Giorgio del 1992. Presenziare all’evento alessandrino era per me cosa irrinunciabile.
Non appena proposi a Gianfranco l’idea di fare un libro con le poesie di Sandro, arricchite dalle sue vignette e caricature, la risposta non tardò ad arrivare. Fu una sola parola. Era un “sì”.
Nacque “Fat an là”, con la prefazione all’amico comune Franco Castelli. Era l’anno 1994.
Non sto a raccontare la genesi dei disegni e la divertente interazione durante i pomeriggi in cui ci si ritrovava nello studio dell’Ingegnere. Era un vero spettacolo vedere il disegnatore all’opera. Quando partiva con quella sua matita appuntita per fare un disegno satirico o ironico aveva già l’occhio che gli rideva… e poi, bastavano pochi minuti e ammirando il bozzetto si rideva tutti insieme. I suoi lavori erano davvero uno spettacolo e lo era ancor più vedere l’amico mentre li eseguiva.
Il 1996 Calorio illustrò, su mio suggerimento, un’antologia che da diverso tempo avevo in mente di pubblicare: “Andrea Canestri – Poesie e rubriche dialettali nel centenario della nascita”. L’idea era quella già collaudata di pubblicare le composizioni in rima di Canestri con i disegni in tema di Calorio. Anche questa volta una bellissima prefazione “fluviale” del solito e unico Franco Castelli.
Il 1997 Locardi e Calorio diedero alle stampe un altro capolavoro di rime e di disegni. “Gajoud dal Paradis”. E ancora una volta furono giornate divertenti quelle in cui le idee di tutti e tre venivano messe sul tavolo.
Avrei molti altri episodi e aneddoti divertenti.
Per ora basta quel che ho scritto.
Sono solo pochi ricordi, soltanto alcuni spunti di riflessione. E son sicuro che a ognuno che ha avuto la pazienza di leggere queste righe verranno a mente scene e storie in cui il nostro Amico è ironico e capace protagonista.
Nel cuore resta un rimpianto incolmabile. Anni fa Gianfranco e il sottoscritto avevamo parlato di altri lavori da portare avanti, ancora una volta, insieme. Una “Storia di Mayno della Spinetta” e un “Pinocchio”, entrambi con le rime della mia penna e con i disegni e le caricature di Gianfranco. Per diversi motivi non si è proceduto nei due lavori… Quelle rime resteranno nel cassetto insieme ai bozzetti che Gianfranco aveva disegnato di getto.
Gianfranco è stato Architetto e ingegnere, musicista, docente, ricercatore, disegnatore e caricaturista, assessore, sindaco… e molto altro, ma per me e per tantissimi alessandrini è e resterà nel cuore come un grande uomo e un grandissimo amico.
Ciao Gianfranco…

Tony Frisina