La maturità è una impassibile solitudine, di Giuseppe Buro

La maturità è una impassibile solitudine

gira l’angolo e semina embrioni che

passando sotto i ponti invecchiano la

pelle in attimi implacabili.

Le sue trecce ho qui davanti che rimiro

tutti i giorni, nel cuore le voglie e tra

le caviglie amuleti di viandanti.

Lei cammina ancora scalza tra gli

amori di quel tempo, nelle notti di tormento

si ricorda del passato, delle stelle e

filamenti che cadendo sono scie.

La penombra gli si addice lei non guarda

più il suo viso, si rammenta di quel tempo

del sorriso consumato, delle lotte coi

cuscini, ora è nonna e fa le torte.

@ Giuseppe Buro