ABISSI è una mostra organizzata da un gruppo di 21 studenti dello IED di Milano, in collaborazione con Inchiostro Festival, che sarà presente ad Alessandria, presso il Chiostro di Santa Maria di Castello, per tutta la durata della manifestazione. L’esposizione è stata promossa sulla base di un corso di tecniche di incisione e stampa, coordinato da Arianna Vairo e Ambra Garlaschelli. Il laboratorio artistico, essendosi svolto interamente durante il lockdown per la pandemia del Covid 19, ha visto la realizzazione di opere secondo la tecnica di stampa fotografica della cianotipia, sperimentata dai partecipanti, rimanendo a casa.

Le opere esposte sono di: Annarita Bacchini, Anna Beluffi, Sara Brienza, Margherita Caspani, Leonardo Comalli, Caterina Costa, Luce Maria Franchina, Rebecca Giannotti, Lara Montresor, Maya Perotti, Paolo Eccher, Giulia Masia, Allegra Roberta Memoli, Clara Panainte, Aurora Protopapa, Giulia Rosa, Sara Ruggieri, Beatrice Sacchi, Anna Spreafico, Diletta Tirrò, Elia Tonicello, Alice Massaccesi.

Parole dalla mostra:

La duplice forma del mare è come quella dell’uomo.

E’ un tempo tangibile, movimento e tempesta all’esterno e

immobilità, silenzio e tranquillità all’interno.

Una tranquillità inquieta che spaventa di fronte

ad un tempo senza tempo e ad uno spazio senza spazio.

Addentrarsi negli abissi vuol dire perdersi,

giungere nel luogo dove sembra regnare l’ignoto e l’assenza di chiarezza

Tutto appare instabile e la curiosità dell’indagare

si scontra con il terrore di affrontare il buio di luoghi

sconosciuti, zone rimosse di vissuti sfocati e parole inconsce.

In abissi, così fitti da togliere il respiro

ci si sente piccoli e  fragili.

Schiudendo gli occhi del coraggio per far fronte alla paura

ci si accorge di non essere soli.

Questi luoghi inospitali sono in realtà abitati da creature,

alcune oscure, altre luminose.

Guardando meglio, noto che quelle luci, piccole e flebili,

paragonate al nero assoluto degli abissi,

si fanno di una intensità sempre più forte, una luce stellare,

un’esplosione che riporta alla chiarezza che era venuta meno.

Sono riemersa da quei luoghi

da cui pensavo di non far ritorno

e ora, incantata, osservo il cielo,

l’abisso dove luce e buio convivono

l’uno grazie all’altra e viceversa.

Forse ho scoperto qualcosa in più di me.”

(di Beatrice Sacchi)

 

Immagini dalla mostra:

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Servizio fotografico a cura di Maurizio Coscia: @mauriziocoscia