Quando la coperta è corta… di Pier Carlo Lava

Modi di dire: Quando la coperta è corta…

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Quando la coperta è corta è un termine solitamente usato in economia, nei casi in cui sia il Governo Nazionale che gli enti locali abbiano difficoltà di bilancio, anche se ovviamente si adatta perfettamente anche nel contesto molte altre situazioni esistenti da tempo nella nostra società.

In tema di enti locali calza a pennello nell’attuale situazione del Comune di Alessandria che presenta un debito di 79 milioni di euro, quale la conseguenza di un accumulo derivante dalla malagestio delle varie amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni, anche se va detto con diversi livelli di responsabilità.

Quando la coperta è corta… è un modo dire che è insufficiente, perciò chiunque si trovi in questa condizione deve scegliere se coprire i piedi, lasciando scoperta una parte del corpo, oppure se coprire il corpo lasciando scoperti i piedi.

Nella società in tema di economia domestica si può definire come segue: o si usano i soldi per i bisogni quotidiani e per ripianare in debiti contratti, oppure, come fanno in molti in questi ultimi decenni, si continua a vivere al di sopra delle proprie possibilità facendo altri debiti e scaricando le proprie difficoltà sul futuro e sugli altri.

Questi persone fanno proprio quello che recita il motto dell’art. quinto, “chi ha il grano in mano ha vinto”…

Fortunatamente non ci sono solo le cicale ma anche le formiche, cioè i milioni di italiani che riescono in qualche modo a risparmiare per assicurarsi una vecchiaia più serena e investono in titoli si stato, Bot, Btp, ecc., facendo si che il nostro paese sia fra quelli in Europa in cui i propri abitanti detengono la maggiora quota del debito pubblico nazionale.

La quota in mano direttamente al settore privato italiano è quindi pari al 50% del debito. Il resto è delle banche centrali e dell’estero. Quest’ultimo ha in portafoglio ben settecento miliardi di titoli del Tesoro. 

Il debito pubblico italiano sfonda per la prima volta il muro dei 2500 miliardi di euro dei quali circa 2000 miliardi di titoli di Stato l’85% circa.

Il debito pubblico Bot e Btp è così suddiviso, anno 2019:

Banche e Bce 19,5%

Banche e istituzioni finanziarie 26,5%

Finanza e assicurazioni 19,4%

Imprese e famiglie 5,8

Banche e Istituzioni stranieri 28,8%

La quota in mano direttamente al settore privato italiano è quindi pari al 50% del debito. Il resto è delle banche centrali e dell’estero. Quest’ultimo ha in portafoglio ben settecento miliardi di titoli del Tesoro.

Il debito pubblico italiano ha iniziato la fuga in rapporto al Pil agli inizi degli anni 80 e oggi rappresenta una spesa per interessi di circa 80 miliardi di euro.

Il deficit di bilancio anno dopo anno ne fa crescere il valore in assoluto è la conseguenza dalla spesa per interessi alta. La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane vale circa il doppio del debito pubblico. Per abbattere il rapporto tra debito pubblico e pil in Italia, servirebbe che la crescita nominale del pil fosse superiore al tasso d’interesse medio sul debito.

fonti e foto:

https://www.investireoggi.it

https://www.ilsole24ore.com/