Ti conosco mascherina!, di Vittoriano Borrelli

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Ti conosco mascherina perché i tuoi occhi parlano per te nonostante il viso imbavagliato, i capelli arruffati, lo sguardo altrove per ostentare indifferenza, noncuranza e interdizione. Ti conosco come le mie tasche e sai che non potrai sfuggire ai miei occhi che già ti hanno scrutato nell’animo come una radiografia percettiva di ogni tuo piccolo particolare.

Ti conosco mascherina col tuo sorriso beffardo che hai mostrato anche alla luce del sole, nei giorni in cui l’aria ti respirava in faccia e non c’erano remore per aprirti al cielo ed immergerti nell’infinto. Allora non c’erano barriere da sormontare perché viaggiavi con la mente come un errante felice in un mondo che non aveva ancora chiuso i  battenti.

Ti riconoscerei mascherina fra tante mascherine disegnate sui volti di una folla distratta ed anonima. Ti riconoscerei dall’odore della tua pelle che mi ha inebriato per lungo tempo rendendomi uguale a te come una osmosi molecolare che ingabbia e sprigiona nello stesso tempo ogni espressione dell’anima.

Ti conosco mascherina come nei giorni in cui ho immaginato di farti l’amore, cullarti, abbracciarti, intrufolarmi nella tua testa per carpire i segreti più reconditi e inconfessabili. Ti conosco come si conosce l’acqua di un fiume che corre veloce verso il mare per lasciarsi travolgere dalle onde.

Ti conosco mascherina anche se ti allontani da me, come adesso che volgi lo sguardo verso un’altra direzione, perché ti ritroverò come tu mi ritroverai ad aspettarti sul ciglio della strada. E ti vedrò stanco e claudicante come un vecchio reduce da una guerra che non ha combattuto fino in fondo.

E sarà allora che ti accoglierò tra le mie braccia per affrontare insieme l’ultimo cammino.