Athena: La trilogia. Athena – il sistema, di Salvatore Scalisi

Athena:

La trilogia.

Athena – il sistema

Tutti siamo dentro un sistema – tutti devono attenersi alle regole – i mass media ci bombardano di notizie ben confezionate e pronte ad ingabbiare il nostro cervello – ci indottrinano a loro piacimento.

Appare attuale quanto afferma Franco, ingegnere informatico presso i servizi segreti, protagonista di questo nuovo romanzo di Salvatore Scalisi, nel descrivere quello che lui definisce il sistema, un nemico apparentemente invisibile a suo dire, da combattere e sconfiggere.

Francesca sua compaesana, gli sarà alleata, pur nella consapevolezza che il sistema è indistruttibile, tuttavia sarà ugualmente pronta ad annientarlo con un’apocalisse. 

La ribelle paesana, con il suo animo in lotta contro tutto ciò che appare preconfezionato, irrompe nella vita rassegnata del protagonista Franco, che nella sua trasandata quotidianità, aspetta inerme, che gli eventi facciano il loro corso, che il sistema cioè, da lui ben conosciuto e smascherato, prima o poi lo faccia fuori.

Francesca, non di certo rassegnata, ma sempre inquieta, insoddisfatta della quotidianità del paesello, stanca di obbedire a quel sistema che fin ora gli ha solo tagliato le ali, rendendola un uccello dalle ali tarpate, viene scossa da una ribellione interna, che la rende intraprendente, testarda e tenace verso lo sconosciuto paesano, del quale diventa fedele alleata. 

Dato che la storia si ripete e il sistema è sempre lo stesso, ditemi un po’… oggi non ci vorrebbe un’apocalisse? 

Dott. Luigi Lo Mascolo

Francesca, a parte accudire la madre e sbrigare alcune faccende domestiche, non ha nessun impegno o percorso su cui poter costruire il suo futuro. Avrebbe voluto laurearsi in lettere e filosofia, mancavano solo poche materie, ma l’aggravarsi delle condizioni di salute della madre l’hanno distolta dal raggiungere tale obiettivo. In verità, non cerca scuse, perché con maggiore determinazione ce l’avrebbe fatta, e di questo ne è pienamente convinta. Ma è come se le condizioni generali la bloccassero, relegandola in uno stato di apatia. La routine quotidiana, monotona, la avvilisce, giorno dopo giorno, sottraendole energia vitale. Sa perfettamente che ci vorrebbe uno scossone, qualcosa che la svegliasse dal suo torpore. Strano a dirsi, ma quel “pazzo criminale”, usando il termine usato da Laura e dal padre, che è venuto ad abitare nel paese, ha acceso in lei un barlume di speranza, che intende a tutti i costi ravvivare.

– Aspetta, fammi capire, vorresti conoscerlo? – dice perplessa Laura, interrompendo la passeggiata.

– Sì – risponde Francesca.

– Non posso crederci, ieri avevo riscontrato in te un pensiero totalmente opposto; cos’è che ti ha fatto cambiare idea? –

– Curiosità; semplice curiosità. Nulla di più. –

– Non ci hai dormito la notte, scommetto. –

– Beh, ora non esagerare. –

– Ok. Intendi farlo da sola? Sì, voglio dire, desideri andarci da sola o vuoi che venga anch’io? –

– Che domande mi fai?! Certo che voglio la tua compagnia. –

– Già, hai paura che ti possa succedere qualcosa di brutto – dice Laura, scherzandoci sopra.

– Può darsi, altrimenti a cosa servono le amiche – risponde sulla stessa falsariga, Francesca.

Le due donne dopo aver camminato un po’ raggiungono la zona esterna del paese.

– Siamo arrivati. È lì che abita – dice Laura, facendo cenno col capo in direzione di una casa piano terra, situata distante dalle altre abitazioni. – Con tante case vuote che ci sono in centro, ha scelto proprio questa – osserva la giovane. 

– Secondo me questa la dice tutta sulla persona che andiamo a conoscere – replica Francesca.

– Siamo ancora in tempo a ritornare indietro – commenta Laura.

– No, non stiamo mica andando ad incontrare il diavolo – risponde l’amica.

– E chi lo sa … –

– Quella che se la sta facendo addosso dalla paura, sei tu. Comunque, non è detto che accetti la nostra amicizia. –

– Hai detto, amicizia? –

– Sì, perché, cosa c’è di strano? –

– Mi sembra un termine fin troppo impegnativo. –

– Ma cosa ti prende? Ieri hai usato belle parole, tipo, “socializzazione”, e ora ti tiri indietro – dice Francesca. – Non mi sei affatto d’aiuto. –

– Scusami. Ecco … non so se stiamo facendo la cosa giusta – replica l’amica.

– Ok. Ci andrò da sola. –

– Se dovesse succedere qualcosa non voglio averti sulla coscienza. E va bene, vengo anch’io. –

– Grazie. –

– Molto meglio che morire di noia. –

– Giusto! –

Athena – la vendetta:

“Il sistema è la loro creatura, frutto di un’attenta analisi dei potenti del nostro pianeta, il cui unico obiettivo è di tenerci a bada, con le buone e con le cattive maniere, allo scopo di tenere in piedi una sorta di equilibrio che punta ai loro interessi. In questo disegno, una larga fetta della popolazione viene sacrificata nei modi più disparati, attraverso la miseria, pestilenze, guerre, ecc… Ti è chiaro il concetto? “.

Athena è l’erede ideologica di Francesco, investita a pieni poteri alla morte di quest’ultimo, della missione di annientare il “sistema” costi quel che costi. Inizia così il viaggio di riscatto di Athena, che la vedrà protagonista in quattro tappe: Milano, Londra, Pechino, Washington. Alle città corrispondono altrettante figure importanti del “sistema”, figure da annientare fisicamente al fine di eliminare le mele marce dello stesso. L’azione di pulizia intrapresa, trasformerà Francesca, da brava ragazza di campagna, in Athena, spietata pluriomicida, diversa nell’aspetto fisico, ma identica nella determinazione che fin qui l’ha spinta.

All’azione di pulizia di Athena, si contrappone quella di Piero, suo compaesano, chiamato dalla procura ad indagare proprio su quella ragazza della quale, da tempo, sentimentalmente si era invaghito. Questi alla fine riuscirà a rintracciarla. Athena, ancora è a metà della sua convinta missione.

Dott. Luigi Lo Mascolo

La giovane scende dal tir nella zona periferica della città. È stato sempre il suo sogno allontanarsi per un po’ dal paese, staccare la spina, ma mai avrebbe pensato una simile avventura. Aver dovuto lasciare la sua famiglia in questo modo la fa stare male, ma non ha avuto altra scelta, l’avrebbero eliminata, come hanno fatto con Laura e Francesco. Sì, anche l’uomo, perché nonostante quando l’ha lasciato fosse ancora in vita, non crede che sia stato risparmiato. Da lui ha ricevuto un pesante fardello, simile a una bomba, che se dovesse esplodere porterebbe l’intera umanità alla perdita della propria identità, a non fidarsi l’uno dell’altro, sfociando in un clima di totale anarchia, le cui conseguenze condurrebbero all’inevitabile declino della razza umana.

– Perché proprio io? – dice tra sé e sé Athena, camminando verso l’ignoto. – Io non posso cambiare il mondo, è una responsabilità troppo grande per me … non posso credere che sia stata scelta … e da chi? Sono una donna fragile, non ho l’esperienza né la capacità ad affrontare un compito di questa portata … questo non è uno dei miei sogni in cui mi divertivo da ragazzina, non è un sogno, non sto fantasticando. Non saprei nemmeno da dove iniziare … –

 ***

La determinazione e lo spirito di sopravvivenza prevalgono, come è ovvio in questi casi. Francesca, alias Athena, non ha nessunissima intenzione di crollare ancor prima di iniziare la sua nuova avventura, che, seppur si prospetta assai ardua, va vissuta fino in fondo. Quanto meno per il bene dell’umanità, ama scherzarci sopra la giovane. La prima cosa da fare è organizzarsi, cominciando ad eliminare, o modificare i punti deboli, come la sua fisonomia; è arrivato il momento di cambiare look. Nuovo taglio di capelli, corti e tinti di un colore tra il castano chiaro e il biondo. Persino il colore delle sue pupille passa dal nocciola all’azzurro. Per completare l’opera, si fa tatuare un disegno sulla parte superiore del braccio destro, in prossimità della spalla; e cosa, se non l’immagine della sua eroina: Athena.

L’avventura ha inizio.

Athena – La resa dei conti.

“La verità è che vi sta bene così; l’incerto futuro vi mette paura. Per quale motivo dovreste immischiarvi in situazioni in cui rischiereste di perdere la vostra comoda privilegiata esistenza? No, sono solo parole, non muovereste un solo dito per cambiare le cose. “

Continua il viaggio a tappe di Athena, Pechino e Washington i focolai nei quali il sistema si annida, e nelle quali si scatena la spedizione punitiva della protagonista del romanzo che, come l’eroina alla quale si identifica, si erge a paladina delle ingiustizie:

 “La donna schiude gli occhi e, come per magia, si ritrova con la lancia nella mano destra e nella sinistra lo scudo, sulla testa indossa l’elmo. Esplode tutta la sua forza, liberandosi dalle mani che la stanno soffocando”. 

La mitologica immaginaria descrizione, appare oggi, forse lontana dal modo di pensare e di agire di quanti, apatici rassegnati spettatori inermi, di uno spettacolo squallido e pericoloso, preferiscono subire anziché ribellarsi. Non così Athena, e non così alcuni che vedono attuale il suo messaggio di ribellione pur non condividendone l’uso della violenza. Fin quando il mondo, governato da un nuovo ordine mondiale, si servirà di un “sistema” prevaricatore per attuare i propri interessi, state pur certi che tante nuove Athena esploderanno in tutta la loro forza. È la storia che si ripete! 

Dott. Luigi Lo Mascolo

Washington

– Non mi dire che è questo il tuo obiettivo? – le chiede il magnate, con lo sguardo rivolto alla splendida residenza del presidente degli Stati Uniti d’America: la Casa Bianca.

– È molto più bella di come appare in televisione – risponde Athena.

– Sì, non è niente male. – 

– Immagino che ci sei stato là dentro. –

– Sì, ho avuto la fortuna di visitarla. –

– Sei un uomo fortunato; trovarsi nella tua posizione si hanno tanti privilegi. –

– Nulla di eccezionale, ci si abitua e alla fine non rimane granché, te l’assicuro. –

– Mi piacerebbe visitarla. –

– Non hai risposto alla mia domanda … è questo il tuo obiettivo? –

– No. –

– Grazie a Dio! Per un attimo ho pensato al peggio. –

– Al peggio non c’è mai fine. –

– … già. Be’, non posso prometterti che la visiterai … potremmo non essere sicuri nemmeno qui. E poi, non conosco il tuo piano … –

– Lo conoscerai presto. –

– Quanto tempo dobbiamo rimanere qui? – le chiede l’uomo.

– Poco. Se saremo fortunati, uno, due giorni saranno più che sufficienti – risponde Athena.

– Forse è il caso di prenotare una stanza in un hotel. –

– Non lo so; aspettiamo. Abbiamo fatto in modo che arrivassimo di mattina presto, così da poterci sbrigare in giornata. Speriamo bene. –

– In così poco tempo? Sei più veloce della luce. Ok. Attendo ordini. –

– Non ti farò impazzire, sarà tutto semplice, è come se dovessi … andare al lavoro. –

– Che cosa vuoi dire? – le chiede perplesso il magnate.

– Hai detto che qui hai degli interessi, giusto? – risponde Athena.

– … sì. Cosa c’entra col tuo piano? No, non è possibile che il tuo obiettivo sia … –

– Il network, i giornali, ebbene sì. Sono nella lista nera, non posso farci nulla. –

– Lo sospettavo … –

– Certo, non sei mica stupido. Sei un grosso imprenditore, un uomo potente, sai benissimo il ruolo importante che ricopre “l’informazione” nel “sistema”. Sì, è vero, in questa multinazionale la tua partecipazione azionaria non è così rilevante, ma poco importa, ne fai parte anche tu.  Comunque, il mio obiettivo sono i tuoi soci in affari, in questo caso, i tuoi padroni. Uno in particolare. –

– Sei pazza! – esclama l’uomo.

– Ormai me lo dicono tutti – replica serafica, Athena.

– Sei venuta per ucciderli, questo è il tuo scopo, come hai fatto fino ad ora. –

– Prima vorrei conoscerli, quello che succederà dopo non possiamo prevederlo. –

– Non hai la più pallida idea chi siano. –

– Perché non me lo dici tu, siamo qui apposta. –

– Uno ce l’hai di fronte. –

Athena, volge lo sguardo alla Casa Bianca.

– … il presidente. –

– Già. –

– Tra gli azionisti c’è anche lui? -gli chiede Athena.

– No, ma idealmente è come se ci fosse – risponde l’uomo.

– Spiegati meglio. –

– Nulla è come appare. Barry Moore, capo indiscusso e massimo azionista del network KBN, di cui faccio parte anch’io, è anche fondatore e comproprietario della RTN Financial Group Corporation Services. Indovina chi è il socio, nonché presidente della banca? – dice il magnate.

– Non ho idea – risponde Athena.

– Liam Wilson, amico d’infanzia del presidente degli Stati Uniti d’America. Ma non è finita. Mark Wilson, primogenito di Liam, è un membro di gabinetto del presidente, mentre Amelia Jones, cugina di secondo grado di Barry Moore, è una senatrice, vicina politicamente al presidente. Tu mi dirai cosa c’entra tutto questo: tutto e niente. Dipende dai punti di vista. Non ti viene in mente nulla? Eppure, non è così lontano da quello che insegui. –

– … il “sistema” – dice Athena.

– Già, proprio così. – replica l’uomo. – Il “sistema” è presente ovunque, è parte integrante del nostro vivere; può cambiare forma e aspetto, ma non le sue funzioni, che rimangono e rimarranno tali fin quando non si estinguerà la razza umana. –

– C’è poco da stare allegri – osserva la donna.

– Ti ho messo in crisi? –

– Ti piacerebbe, ma non è così; ormai, non mi sorprende più nulla. È come sprofondare in un pozzo nero, schizzato di rosso sangue; il vostro sangue. –

– Non puoi farcela da sola, accetta il mio aiuto. –

– Sai che ancora non l’ho capita; cioè, ti mi vorresti affidare a quella gente che sto per eliminare dalla faccia della terra? Non ha senso. È come darmi in pasto ai lupi. A meno che, tu non voglia proprio questo. In questo caso, nulla di ineccepibile. –

– Conosco giornalisti, imprenditori, politici, che hanno dimostrato una certa diffidenza nei confronti del “sistema”, e proprio per questo farebbero al caso tuo. Anzi, sarebbero ben felici di averti come alleata. –

– Ti fidi di questa gente? – dice Athena.

– Sì – risponde il magnate.

– Da che parte ti schiereresti? –

– Dalla tua, naturalmente. Credo di avertelo fatto capire. –

– Se riusciremo a sopravvivere, potremmo fare un tentativo. –

– Sei testarda! Vuoi a tutti costi rispettare il tuo piano, basato su quella lista nera, quando invece puoi veramente cambiare le cose, il mondo intero. –

– Se queste persone che vorresti farmi conoscere sono veramente contrari al “sistema”, perché fino ad ora non hanno fatto nulla per opporsi, standosene con le mani in mano, diventando così loro complici? Che cosa aspettano a muoversi? –

– Forse un segnale … venuto dal cielo. –

– Finiscila di dire stronzate! La verità, è che vi sta bene così; l’incerto futuro vi mette paura. Per quale motivo dovreste immischiarvi in situazioni in cui rischiereste di perdere la vostra comoda, privilegiata esistenza? No, sono solo parole, non muovereste un solo dito per cambiare le cose. Vuoi conoscere il mio pensiero? Non mi fido dei tuoi amici, né tanto meno di te. Questo è tutto. Be’, il tempo scorre, se permetti vorrei che ci dessimo una mossa, invece di perderci in chiacchiere inutili. Sai cosa devi fare – dice Athena.

– … già – risponde l’uomo. – Noleggeremo una macchina, se per te va bene. –

– Nessun problema. –

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