La Valle degli Orti rinuncia alle coltivazioni in serra

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Tra sole e pioggia, bello e cattivo tempo, seguendo il ritmo delle stagioni: La Valle degli Orti dice addio alle coltivazioni in serra per un modello di sviluppo virtuoso e naturale, dove la qualità delle verdure prodotte è al primo posto.

Un ulteriore passo verso una nutrizione sostenibile, quello compiuto da Frosta con il Brand La valle degli Orti, con la rinuncia alle coltivazioni in serra a favore di coltivazioni all’aria aperta. Parola d’ordine stagionalità dei prodotti, con verdure ricche dei nutrienti tipici del periodo e rispetto per l’ambiente.

La natura, al posto dell’eccessivo condizionamento derivato dalla coltivazione in serra che, per quanto sia un sistema di produzione efficiente e in grado di rifornirci tutto l’anno di ogni tipo di frutta e verdura desiderata, non rispetta le logiche della ciclicità naturale, necessitando di un dispendio energetico elevato.

Con verdura e ortaggi di stagione, benefici per la salute e per l’ambiente

La letteratura scientifica si è soffermata più volte sui benefici di frutta e verdura di stagione. Studi e ricerche, da oltre 50 anni, confermano che mangiare cibo coltivato e raccolto con metodi naturali è alla base di una sana e corretta alimentazione.

Tra gli interventi più recenti a riguardo, quello della Fondazione Veronesi, con un video della biologa nutrizionista dott.ssa Dogliotti, in cui ci spiega come le ricerche evidenziano che i cibi consumati durante la loro ciclicità stagionale abbiano proprietà nutritive maggiori rispetto alle “verdure consumate al di fuori del proprio arco naturale”.

La surgelazione? Non fa perdere i nutrienti delle verdure

Il freddo blocca il deperimento degli alimenti freschi, portando sulla nostra tavola tutto il sapore e il beneficio di verdura e ortaggi di stagione.

Come dimostrano diversi studi in proposito, la surgelazione degli alimenti, soprattutto se effettuata poco tempo dopo il raccolto, garantisce la freschezza e la conservazione dei nutrienti dei cibi; vitamine, sali minerali e fibre sono così preservati anche meglio di cibi apparentemente freschi, che in realtà arrivano spesso sui banchi di fruttivendoli e supermercati diversi giorni dopo il raccolto, perdendo di fatto, oltre il 50% dei nutrienti e vitamine originarie.

Il futuro dell’umanità? Nella nutrizione ecosostenibile

Secondo le previsioni delle Nazioni Unite la popolazione mondiale raggiungerà 9 miliardi di unità entro il 2050, con un conseguente raddoppio della produzione alimentare. Considerando che i gas serra oggi rappresentano il 18% delle emissioni globali prodotte dall’uomo e che questo dato è destinato a crescere nel corso degli anni, occorre un cambio di rotta generale per migliorare la salute dell’ambiente, cominciando con le scelte legate all’alimentazione.

La rivista scientifica Scienza in Rete, evidenzia come da sempre “siamo consapevoli che la nostra salute è fortemente condizionata dalle scelte alimentari che facciamo” e “allo stesso modo la produzione di alimenti che decidiamo di consumare condiziona a sua volta la qualità dell’ambiente che ci circonda”.

La necessità di adottare diete ecosostenibili è caldeggiata anche dalla FAO, in quanto “Diete a basso impatto ambientale contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale nonché a una vita sana per le generazioni presenti e future. Le diete sostenibili concorrono alla protezione e al rispetto della biodiversità e degli ecosistemi, sono accettabili culturalmente, economicamente eque e accessibili, adeguate, sicure e sane sotto il profilo nutrizionale e, contemporaneamente, ottimizzano le risorse naturali e umane”. Il futuro dell’umanità è già il presente, e l’alimentazione è uno dei motori del cambiamento.

Mangiare meglio, inquinare meno

Poiché è accreditato che siamo quello che mangiamo, oltre a monitorare con attenzione il fenomeno, è necessario che le industrie adottino sistemi produttivi ecosostenibili, in grado di porre un limite alle emissioni di gas serra e di altri agenti inquinanti.

Infatti, l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), il centro dati dell’Unione europea sull’inquinamento atmosferico, indica tra le prime cause di quest’ultimo l’utilizzo di combustibili fossili nella produzione di elettricità, nei trasporti, nell’industria e nelle abitazioni. E il direttore esecutivo dell’AEA Hans Bruyninckx aggiunge: “L’inquinamento atmosferico sta danneggiando la salute umana e gli ecosistemi. Larghe fasce della popolazione non vivono in un ambiente sano, in base alle norme attuali. Per imboccare un cammino sostenibile, l’Europa dovrà essere ambiziosa e andare oltre la legislazione attuale.”

Basta pensare, infatti, che circa il 90 % degli abitanti delle città è esposto a concentrazioni di inquinanti superiori ai livelli di qualità dell’aria ritenuti dannosi per la salute. Un motivo in più per scegliere alimenti prodotti a basso impatto ambientale.

Quali i vantaggi della coltivazione all’aria aperta?

La coltivazione all’aria aperta, oltre ad essere legata al naturale ciclo di crescita di frutta, verdura e ortaggi, produce alimenti più sani e saporiti, con impatto minore sull’ambiente grazie al ridotto consumo di energia rispetto alla produzione in serra.

Le scelte aziendali de La Valle degli Orti si allineano in maniera decisa verso la sostenibilità alimentare, mettendo al centro dell’iter produttivo l’ambiente e il benessere del consumatore finale. Lo scopo, oltre a quello di fornire prodotti genuini e ricchi di gusto, surgelati dopo poche ore dal raccolto, è anche quello di dare un contributo importante alla riduzione dei combustibili fossili e di conseguenza contrastare le emissioni inquinanti.

La politica FRoSTA con La Valle degli Orti si è già messa in cammino da molto tempo per garantire, inoltre, la trasparenza riguardo la provenienza dei cibi, preservandone tutte le proprietà nutrizionali. Quando non direttamente presente sulle etichette, è infatti possibile conoscere sempre l’origine di ogni singolo ingrediente contenuto nelle confezioni acquistate, inserendo il numero del lotto sul sito web.