Guardando ad est, di Gio Porta

Gio pensieri confusi e parole casuali

Guardando ad est

Basterebbe un po’ di buonsenso

un cenno scaltro

un piccolo dono

una luce non troppo forte

anche se non c’è un motivo per resistere

per restare sotto questo cielo

nessun motivo

erro nelle mie ragioni

dove ai piedi prediligo le ali

perché non c’è rifugio

né luogo certo… nella realtà

e così avanzo maldestro

temendo il vento

col passo dubitante

con l’anima attonita e un sogno preso tra le dita

e nel primo fosso in cui m’imbatto… cado

il gioco ride la sua indulgenza senza intelligenza

mentre io vorrei una saggezza

perché non c’è calore nelle tue mani tra le mie

non ha motivo il mio sguardo

perso in un volo scriteriato… sgraziato

che il sogno importuna

e che non sa vedere nient’altro che la luna

in questa lotta

in questa notte di freddo silenzio

mi sono sforzato a chiudere gli occhi

per vedere nel cuore

e il gioco ride

quasi a prendermi in giro

ma questo mi rassicura

e certamente pensava

quando annotava il suo concetto

non è la perfezione

non è il valore

è amore sorgente

senza riposo

è un buon conduttore

da conoscere meglio

è amore che ama lasciarsi amare amando

senza cercare risposte

senza fare domande

e mentre cadono lentamente dal mio cuore le lettere del tuo nome

guardo all’orizzonte il sorgere del sole.

Gio Porta 

Sorgere del sole, opera di Rudolf Steiner