Mattina ostinata, di Gio Porta

Gio pensieri confusi e parole casuali

Mattina ostinata

Dalla strada uno strido di vita

grida il vento, urla un bisogno distratto

un filo di sole, senza vedere, illumina il buio e annuncia l’inizio del giorno

e non ci posso far nulla

ho un ricordo che non va più via

come una macchia indelebile

come un magone che il sorriso non riesce a nascondere

come un’ombra che ti fa compagnia

e faccio finta di star bene 

mentre cammino nudo a piedi scalzi 

e mi guardo intorno e non vedo niente

ma sento il freddo di questa mattina ostinata

cerco distratto e indolente, labbra da accostare ad una carezza

pensieri inghiottiti e sguardi infiniti

sommerso da parole che coprono quest’intimo silenzio

e domande che fanno soffrire

dal profondo di questo tormento, fragile e folle

aperto nell’immenso grigio colmo di fede e speranza

abile e fiorente

che tenta in molti modi di far arrivare il tramonto

senza passato e futuro

senza anima e senza te

mi annoio

e in fondo, forse nemmeno ci credo all’amore.

Gio Porta

Diario americano, opera di Daniele Cestari