Quando nasco sono un filino esile d’acqua, di Rosangela Brizzolara

Quando nasco sono un filino esile d’acqua,

 puro e cristallino.

Sorgente brillante e zampillante. 

 Come un neonato ho bisogno di attenzioni, di cure e…

di tanto amore.

 Amore e rispetto dovrebbero andare a braccetto.

 Nel mio lungo cammino raccolgo ogni cosa, ogni oggetto,

 che porto al mio fratello mare.

 Non posso scegliere 

tra una foglia delicata, un rametto fiorito, un sasso, un masso,

 e una lavatrice arrugginita o un sacchetto maleodorante.

Una bottiglia di plastica o una colorata lattina.

 Un materasso, ma io non dormo anche se ho un letto!

 Una bicicletta, una carcassa di motorino…

Cassette di pomodori con verde rame.

Veleni trasparenti, ma letali…

Per me, per i miei amici, ma anche per te, uomo sapiens sapiens.

 Trascino tutto, ma proprio tutto.

 Sta a voi, cosiddetti umani, individui che si ritengono esseri intelligenti,

 fare delle scelte opportune, sensate, ponderate…

Fare delle scelte col cuore.

 Cuore e buonsenso dovrebbero tenersi per mano.

 Vi accorgete di me, della mia indispensabile esistenza, quando,

 non alzo la voce, ma il mio livello.

Mi riprendo i miei spazi 

quelli che voi mi avete rubato.

Lo faccio con impeto e uso maniere forti.

Allora ricorrete ai ripari.

Prima con la matematica, ora con i colori.

 M’incavolo a modo mio,

 vi prendo a schiaffi, vi scrollo, vi allarmo…

Divento argomento centrale delle vostre discussioni  quando, per colpa vostra, muoiono i miei amici.

 Non di morte naturale, ma di morte assassina.

Un gran parlare e scrivere sui giornali…

 Poi tutto finisce lì…

 Io però sono sempre il vostro fiume,

 in ogni stagione,

 non solo quando piove.

 Potrei diventare qualcosa di più, se venisse valorizzata la mia bellezza…

Il mio habitat è  come la vostra casa.

È  la vostra casa!

È  il vostro libro di lettura.

Se ognuno di voi imparasse a leggere la mia poesia.

Versi che scrivo mentre tranquillamente scorro tra un sasso e un’ ansa, tra una rapida e una bianca spiaggetta.

 Sono nel mio letto, ma vi aspetto…

Vi aspetto per un sorriso.

Vi aspetto per alleggerire le vostre giornate. 

Vi aspetto per un semplice grazie.

Attendo fiducioso che qualcuno si accorga di me!

Magari un altro Sommo Poeta che scriva ancora che sono “Fiumana Bella”….

Il vostro amico fiume Entella.

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2014