OMAGGIO ALLA MIA TERRA
SICILIA (di Eduardo Terrana)

Porgimi il verso, o gentile Musa,
per dire di Colei che di Medusa
ha la testa e capelli di serpenti
e due occhi rossi di foco ardenti.

Nome porta mitico Triscele
verso cui volò a gonfie vele
il trido dio del mare, Poseidone,
che sol per sé volle la Gorgone,

che con le sorelle Steno ed Euriale
terrificanti aveva gli occhi e d’abituale
con lo sguardo il corpo pietrificava
dell’ignaro che in faccia la mirava.

Dall’orrido viso che da repulsione
s’allungano poi, in aggiunzione,
tre gambe che di Pachino, Peloro,
e Lilibeo, ricordano il pianoro.

Figlia delle tre Ninfe? le splendide creature,
per il mondo danzanti e di frutti maturi
amanti, che tanti ne colsero con terra e sassi
di cui nel mare poi gettarono gli ammassi.

Il mare gorgogliò e una terra luminosa,
ridente di luci e splendente di colori,
nel punto limitato dai tre promontori,
emerse, Sicilia! bella fertile e odorosa!

O di Febo? che nel suo diurno volare
dal suo carro lucente di perle
una ne perse nell’azzurro mare,
che riflette il chiarore delle stelle.
Dall’onda schiumosa ed invitante
di donna prese la sembianza,
che di lei avesse somiglianza
Venere volle e fosse affascinante!

Oppur, come narra la mitologia,
nome prende dalla regal Sicilia?
che dalla terra natia si esilia
per non esser del mostro in balia.

Fugge su una barca e prende il largo
ma i viveri finiscon, prossima è la morte,
quando il vento soffia e soffia così forte
che la lascia su una terra che con garbo

bacia, perché rigogliosa, ricca di piante;
di gioia lacrima e ne vengono giù tante;
ma un giovin s’avvicina e la rassicura
e acqua le porge che le toglie l’arsura.

Le dice che una brutta pestilenza
fece morir la gente della pianura,
ma or l’aria che si respira è pura
e gli dei vogliono nuova semenza

che generi nuova festosa prole
dall’amore della loro unione,
che abiterà quella terra baciata dal sole
e “Sicilia”, di nuova vita, sarà l’embrione!

Nuovi figli nasceranno e nuovi Geni;
una terra ricca di cultura e di magia,
che di Medusa ancor serberà malia;
onde se pria la conosci e poi vai via

devi non voltarti di spalle ed evitare
il suo sguardo ammaliante d’amore,
sennò, carezzevole, ti bacia il cuore,
ti trattiene e non ti fa più andare.

Terrana EduardoDiritti intellettuali riservati