Il muro Sacro all’Effigie di N.S. Della Salve 

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Chi ogni giorno percorre la centralissima via San Lorenzo, la strada del commercio alimentare alessandrina per antonomasia, non può certo fare a meno di notare “Il muro Sacro all’Effigie di N.S. Della Salve“.

Sulla stessa c’è scritto:

Dal 1843 Questo Mio Sacro all’Effigie di N.S.SALVE, rimase rispettato e intatto nel rifacimento di tutto l’edificio per la Pia Volontà di Giovanni Melchionni nel 1930.

Dalla sito Diocesi di Alessandria

Un fatto molto significativo da ricordare nella storia di Alessandria è la scelta della Madonna della Salve a patrona della diocesi. Scelta che avvenne subito fin dalle origini. Gli alessandrini scelsero infatti un simulacro ligneo raffigurante la Madonna addolorata sorretta da san Giovanni ai piedi della Croce, che si venerava nella chiesa del castello di Rovereto, uno dei borghi che contribuirono alla fondazione della città. Non appena venne ultimata la cattedrale nel centro cittadino (1178) curarono il trasporto del simulacro, sistemandolo decorosamente in una cappella apposita. A quelli di Rovereto si concesse la facoltà di esporne uno consimile nella loro chiesa: l’esemplare eseguito in pietra esiste tuttora nella chiesa di santa Maria di Castello.

Il simulacro trasferito in cattedrale portava da principio il titolo di ‘Madonna dello spasimo’. Questo venne modificato dal 1489 in poi per un importante e prodigioso avvenimento. Ogni anno, il 24 aprile, si celebrava come giorno dedicato al martire san Giorgio e come anniversario (così infatti si riteneva) della fondazione di Alessandria. I festeggiamenti civili si abbinavano a quelli religiosi per cui in cattedrale veniva esposto solennemente anche il simulacro della Madonna. Ora avvenne che il 24 aprile 1489 i fedeli raccolti in preghiera nel tempio, videro grondare miracolosamente dal volto della Madonna un copioso sudore. In un attimo la notizia si sparse: la città ne rimase tutta vivissimamente commossa ed in massa vi accorse per ammirare il prodigio che fu accompagnato da altri miracoli e grazie.

Diversi storici alessandrini tra cui Schiavina, Ghilini, Burgonzio, Chenna e Gasparolo riferiscono la prodigiosa ‘manifestazione’ della Madonna e narrano del richiamo che essa suscitò non solo nella città, ma nelle vicine borgate, poi in tutta la Lombardia, ed infine tra la maggior parte dei popoli dell’alta Italia. Da quell’anno il capitolo della cattedrale, tra le iniziative, per ricordare questa ‘Manifestazione della Madonna’ dispose di andare a cantare ogni sabato innanzi al simulacro la ‘Salve Regina’. Per questo particolare atto di pietà e di omaggio, la Madonna di Alessandria divenne per antonomasia la ‘Madonna della Salve’. La tradizione ha poi aggiunto un particolare curioso, facendo di ‘Salve’ l’acrostico della giaculatoria ‘Sempre Alessandria La Vergine Esaudisce’.

L’OTTAVARIO

La Santa Sede decorò il simulacro della corona aurea vaticana e concesse ufficio e messa propri. La solennità della Madonna della Salve si celebra il sabato antecedente la III domenica di Pasqua con solenne ottavario e si chiude la domenica successiva con la solenne processione per le vie della città. Il giorno dopo viene celebrata la Messa ‘della reposizione’ alla quale prendono parte numerosissimi fedeli; è questa l’unica occasione in cui è possibile assistere al funzionamento della antica macchina utilizzata per spostare il simulacro dalla sede che abitualmente lo ospita (i preparativi per l’esposizione vengono generalmente effettuati a porte chiuse).