Primo Levi scrittore e antifascista, di Mario Grasso

Primo Levi nasce a Torino il 31 luglio 1919 a Torino, da genitori di religione ebraica. Frequenta il liceo classico Massimo D’Azeglio e si laurea nel 1941 in Chimica. Trova lavoro a Milano. 

Partigiano antifascista, il 13 dicembre del ’43 viene catturato e trasferito al campo di raccolta di Fossoli per essere poi convogliato ad Auschwitz, in un campo di lavoro i cui prigionieri sono al servizio di una fabbrica di gomma, e marchiato. I

l suo numero è 174517. È tra i pochissimi a far ritorno dai campi di concentramento. Ci riesce fortunosamente, grazie a una serie di circostanze e solo dopo un lungo girovagare nei Paesi dell’est. 

Questa feroce e avvilente esperienza viene descritta in Se questo è un uomo, rifiutato da Einaudi e pubblicato da De Silva editrice. Seguono altri libri di successo: La tregua (Premio Campiello), Storie naturali (con lo pseudonimo di Damiano Malabaila), Vizio di forma, La chiave a stella (Premio Strega). Nel 1981 pubblica un’antologia personale dal titolo La ricerca delle radici, nella quale sono raccolti tutti gli autori che hanno contato nella sua formazione culturale, Lilìt e altri racconti e Se non ora quando? (Premio Viareggio e Premio Campiello). Lavora anche come traduttore. Nel 1986 pubblica I sommersi e i salvati. Muore a Torino l’11 aprile 1987. Il suicidio è un’ipotesi da molti formulata ma mai accertata.

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